Domenica al voto, per elezioni che diranno molto sulla sorte del nostro paese e la maturità della nostra democrazia – editoriale di Giancarlo Santalmassi

Intolleranza, violenza, avversione per il diverso: sono sintomi di una deriva neofascista che da molto tempo cogliamo qua e là e mi preoccupano. Picchiare a sangue un seguace di ‘potere al popolo’, o un adepto di ‘casa pound’ non è un buon segno per la nostra democrazia. Si sono aperte le urne per le elezioni più incerte della nostra storia. Buon segno: dopo tre presidenti del consiglio non votati, avremo finalmente le elezioni anche se forse senza nessun presidente del consiglio. Ma la notizia di stamattina è agghiacciante: a Pavia, durante la notte, le abitazioni di decine di antifascisti sono state segnate, “marchiate” con adesivi come il domicilio di antifascisti. Secondo una prima ipotesi, la ‘costruzione’ degli adesivi e i caratteri utilizzati per la scritta – “Qui ci abita un antifascista”, con il simbolo della stessa rete antifascista barrato come se si trattasse di un divieto – portano a ritenere che si tratti di un azione organizzata da estremisti di destra.

Un abitante del capoluogo intervistato da Skytg24 ha detto: “È una questione di cultura, è un fatto di ignoranza”. Purtroppo non solo aveva ragione, ma soprattutto aveva i capelli bianchi.

Domani sapremo chi ha vinto.

Oggi già sappiamo che in Germania il referendum tra i democristiani di Angela Merkel ha approvato l’accordo sulla Grosse Koalition coi socialdemocratici concluso nei minimi particolari in quattro mesi di lunghe e laboriose trattative ha vinto, dando via libera al nuovo governo, un Euro stabile (importante mentre impazzano i dazi di Trump) e un’Europa più forte.

Poi dici che Junker e altri hanno torto a preoccuparsi dell’esito del voto italiano?!

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