Da non perdere: Emanuele Macaluso – Giancarlo Santalmassi

STARE O NON STARE. IL BIVIO CRUCIALE DEL PD

Il comico Grillo ha detto che il suo Movimento è di destra e di sinistra e, quindi, per governare possono chiedere i voti a destra o a sinistra. Insomma, questo o quello per me pari sono, come si direbbe all’opera. Qualche giornalista superficiale ha scritto che questa posizione riecheggerebbe quella della DC. Sciocchezze. La DC, disse De Gasperi, è un partito di centro che guarda a sinistra. La DC aveva un suo asse politico-culturale che originava dai Popolari di Don Sturzo che avevano un riferimento ideale e anche pratico nella chiesa cattolica. Questo non significa che la DC non ebbe sbandamenti anche a destra. Tuttavia De Gasperi nel 1952 non volle sottoscrivere un patto elettorale con la destra per le amministrative di Roma. Un patto patrocinato dal Papa Pio XII il quale non volle più riceverlo in Vaticano. Sappiamo anche quali sono state le traversie nella DC e le spaccature nel 1960 quando fu varato il governo Tambroni. Infatti, dopo le grandi manifestazioni antifasciste Tambroni fu subito mollato dalla DC allora guidata da Aldo Moro.

Oggi la situazione è del tutto diversa dato che il M5S è anzitutto un aggregato cresciuto in opposizione alla democrazia parlamentare, così come è disegnata dalla Costituzione, invocando una cosiddetta democrazia diretta; ed è cresciuto contrapponendosi ai partiti i quali, per dettato costituzionale, debbono concorrere alla formazione della politica nazionale. Non vedo un mutamento sul tema che è fondativo per il Movimento e decisivo per ogni forza che si richiami alla Costituzione. In concreto, oggi le sirene che vorrebbero attirare pezzi del Pd di fatto tendono a disgregare questo partito.

Il problema vero del Pd oggi dovrebbe essere quello di ripensare se stesso e cercare di darsi una identità e una direzione in grado di avviare un nuovo corso politico, dotarsi di una struttura organizzativa democratica, ridando agli iscritti un protagonismo che non hanno avuto. Le primarie, infatti, non sono riservate solo agli iscritti ma a tutti coloro che hanno un certificato elettorale e due euro da versare. È, questa, semmai una mortificazione degli iscritti che non hanno nemmeno il compito di eleggere i propri dirigenti. Capisco che si tratta di una svolta e di un compito immane anche perché si dovrà riallacciare un rapporto vero con la società, con il popolo, soprattutto con quella parte di popolo che ha voltato le spalle a tutta la sinistra e ha votato i grillini e Salvini.

Per quel che riguarda il governo da dare al Paese lasciamo al presidente della Repubblica il compito di sbrogliare la matassa. E, in ogni caso, le responsabilità primarie vanno a chi ha vinto le elezioni, a chi continua a gridare “vittoria, vittoria”. L’idea che il Pd debba fare da supporto a Di Maio e al suo programma che ha le stigmate da me segnalate, è un segno dei tempi. Son tempi in cui ideali, valori e programmi non contano più nulla perché conta solo se stare o non stare nel governo. Se il Pd non reagisce a questo modo di far politica, a mio avviso è finito, ha chiuso.

Face Book.

 

(PS: ndd)

Personalmente aggiungo a questa acuta e penetrante notazione, una lettura fondamentale: il libro: “Carte Segrete”, autore Andrea Riccardi, edizioni Laterza. Sono i verbali degli incontri tra monsignor Pavan, ambasciatore di Pio XII e De Gasperi. Ne consiglio la lettura. Fondamentali le motivazioni con cui De Gasperi disse no alla richiesta del Papa. Con gustosi particolari e retroscena. Per aggirare la posizione negativa di De Gasperi, Pio XII mandò a parlare Padre Lombardi (detto il microfono di Dio, per le sue prediche politiche a radio vaticana) a Castel Gandolfo a parlare con la moglie dello statista trentino perché si rendesse interprete di una certa persuasione nei confronti del marito. Una villa modesta, una casa in campagna lungo la via dei laghi che sale da Frattocchie al lago, una piccola costruzione che essendo residenza del capo del governo, aveva una scorta, un solo carabiniere. Ma quando la signora De Gasperi sentì la richiesta respinse ogni suggestione vivacemente, quasi gridando.

Al punto che il carabiniere si precipitò in casa pensando che uno sconosciuto avesse aggredito la moglie del Presidente del Consiglio.

Decisamente altri tempi, e il cattolico De Gasperi sì che era un laico…

 

2 Commenti a Da non perdere: Emanuele Macaluso – Giancarlo Santalmassi

  1. Laura F. 8 marzo 2018 at 21:08 #

    Direttore, mi lasci dire che lei è un uomo di altri tempi.
    Gli eventi che ci ricorda hanno un valore etico (e politico) talmente “diverso” che è difficile trovare un ascolto.
    Mi unisco all’auspicio che il PD ritrovi il suo compito (e la sua anima), trovi il coraggio di andare incontro alle persone e fare un pò di pulizia.

    Mi sento Alice nel Paese delle Meraviglie, lo confesso. Eppure, non voglio smettere di essere così.

  2. andrea dolci 8 marzo 2018 at 21:33 #

    Secondo me il PD non è mai esistito come entità politica unitaria. Il PD nasce da una fusione fredda che aveva come unico collante l’antiberlusconisno e la spesa pubblica. Oggi Berlusconi è oramai ininfluente e la spesa pubblica è incompatibile con il bilancio.
    La sinistra italiana poi ha per decenni cresciuto il proprio popolo all’idea che l’equitá sociale fosse solo un problema di ridistribuzione le immense ricchezze che crescevano sugli alberi della settima potenza industriale. Perché meravigliarsi se oggi gli elettori delusi inseguono il pifferaio grillino che conferma l’esistenza dei soldi facili e promette le redistribuzioni che gli altri non hanno fatto per disonestà e malaffare ?
    Forse siamo entrati definitivamente in un’era post politica dove non esistono più le ideologie e, temo, probabilmente anche le idee. D’altra parte siamo un paese che non ha più una classe dirigente degna tale nome visto che l’ultima selezione seria è stata fatta dalla Seconda Guerra mondiale. Ora le selezioni si chiamano casting e si fanno sulle piattaforme online o in alternativa si cooptano parenti, amici ed ex collaboratori.
    Chiediamoci infine quali speranze siano coltivabili in un paese dove, nonostante “la scuola di eccellenza che tutto il mondo ci invidia”, l’analfabestismo funzionale viaggia intorno al 47%.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.