Contro gli intrighi della curia Bergoglio e Ratzinger si sostengono a vicenda come i fucili di Napoleone – di Giancarlo Santalmassi

Ratzinger difende Francesco
“Profondo in filosofia e teologia”

Nel quinto anniversario del pontificato di papa Bergoglio una lettera del predecessore: “Su di noi stolti pregiudizi”

Andrea Tornielli
Oggi ricorre il quinto anniversario dell’elezione di papa Francesco e dal suo eremo in Vaticano torna a farsi sentire il predecessore che ha rinunciato al pontificato. Lo fa con una lettera che bolla come uno «stolto pregiudizio» quello secondo cui il Papa argentino non avrebbe preparazione teologica. Le parole del Papa emerito sono state rese note ieri sera dal prefetto della Segreteria per la comunicazione, Dario Edoardo Viganò – destinatario della missiva – durante la presentazione della collana La Teologia di Papa Francesco, edita dalla Libreria Editrice Vaticana (Lev).
«Plaudo a questa iniziativa – scrive Benedetto XVI – che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi».
Ratzinger ringrazia di aver ricevuto in dono gli undici libri scritti da altrettanti teologi di fama internazionale che compongono la collana curata da don Roberto Repole, Presidente dell’Associazione Teologica Italiana. «I piccoli volumi – aggiunge Benedetto XVI – mostrano a ragione che papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento». Dunque Joseph Ratzinger riconosce «continuità interiore» nel successore pur con le ovvie differenze.
Non è la prima volta che il Papa emerito, dopo il clamoroso gesto della rinuncia che cinque anni fa portò all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, manifesta sintonia con il successore, anche se mai prima d’ora l’aveva fatto con tale forza. Nell’ottobre 2015 si era tenuto a Roma un convegno teologico sulla dottrina della giustificazione. In quell’occasione venne reso noto il testo di un’intervista con Ratzinger realizzata dal teologo gesuita Jacques Servais nella quale Benedetto citava il successore rimarcando che la sua «pratica pastorale» si «esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio. È la misericordia quello che ci muove verso Dio, mentre la giustizia ci spaventa al suo cospetto. A mio parere ciò mette in risalto che sotto la patina della sicurezza di sé e della propria giustizia l’uomo di oggi nasconde una profonda conoscenza delle sue ferite e della sua indegnità di fronte a Dio. Egli è in attesa della misericordia».
Il 28 giugno 2016, in occasione del 65° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Joseph Ratzinger, si era svolta una cerimonia nella sala Clementina. Benedetto, nel breve saluto finale, aveva ringraziato Francesco dicendo: «La sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della misericordia divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio.

La Stampa

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