A Gaza la Pasqua è di sangue – di Mariagrazia Enardu

Nel conflitto (tale è perché tale è ridiventato, ammesso che abbia avuto pause) tra israeliani e palestinesi c’è da anni un versante poco esplorato, latente, esplosivo. Me ne occupai anni fa, di nonviolenza palestinese. Che era poco praticata, ma due cose erano chiare: era l’ultima ratio, più dell’aggravarsi del terrorismo, che pure continuava e semmai si modificava, e soprattutto terrorizzava gli israeliani, perché il loro esercito si sarebbe ritrovato disarmato. Anche se nuove armi (terribili puzze e colle varie) erano studiate per bloccare folle inermi. La nonviolenza militante poteva fare danni a Israele ma c’era altro e lì ci si chiudeva nell’autocensura.

Un elemento dell’indicibile si sta manifestando ora, anche in preparazione del 70esimo anniversario della nascita di Israele e della equivalente catastrofe palestinese. Pure le date non coincidono, gli israeliani festeggeranno a fine aprile, gli altri mantengono la data occidentale del 15 maggio, e ora sono alla lunga vigilia. Lo scenario che veniva taciuto, ma ce ne sono altri, era la grande marcia di uomini disarmati, donne e bambini magari messi avanti, una marea inarrestabile se non ad alzo zero.

Qualcosa del genere sta accadendo a Gaza, dove non c’è un confine, semmai una vecchia linea di armistizio, ma in ogni caso rigida, sorvegliatissima. Ai palestinesi è proibito avvicinarvisi (dalla propria parte!) per qualunque ragione, anche coltivare un po’ della poca terra di Gaza. La folla che si è accampata vicino alla barriera fronteggia l’esercito israeliano che ha schierato tiratori scelti, per fermare subito chiunque voglia scavalcare o aprire un varco. La mossa è di Hamas, ma la disperazione è dei palestinesi tutti. Ci sono già stati 8 morti palestinesi, e la possiamo definire la guerra di Pasqua, che per gli ebrei comincia ora. A Gaza, ai margini del Sinai, ma anche nel West Bank, e nella Pasqua che ricorda l’esodo dall’Egitto, quando Mosè chiese al faraone di lasciar andare il suo popolo.

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2 Commenti a A Gaza la Pasqua è di sangue – di Mariagrazia Enardu

  1. Bull 3 aprile 2018 at 12:42 #

    Gli israeliani sono tutti buoni e hanno semrpe ragione. Altrimenti vi bannano.

  2. Bull 3 aprile 2018 at 20:15 #

    Direttore, mi scusi ma ha per caso letto la mia mail nella quale spiegavo cosa intendevo dire col post che l’ha convinta a bannarmi?

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