La matassa della circoncisione e il pericoloso bandolo islandese – di Mariagrazia Enardu

La notizia:
L’Islanda vuole vietare la circoncisione: viola «i diritti dei bambini maschi ed è incompatibile con le convenzioni e le delibere delle Nazioni Unite sulla priorità del diritto all’integrità fisica e psicologica dei bambini». Irritazione delle comunità ebraica e musulmana.
Tutti abbiamo d’istinto una reazione, pro o contro, libertà religiosa o costrizioni patriarcali, ma questa è matassa imbrogliata, in cui quasi nulla è come sembra. Semmai la peculiarità è che il tema sia riproposto in Islanda, paese civilissimo, un po’ isolato, fuori dalla Ue, etnicamente quasi monocorde. Tra i nuovi arrivati c’è un 5% di polacchi (già’ abituati al freddo?), i mussulmani sono circa 1500, e sono di più i buddisti e addirittura i pagani Zuisti. Gli ebrei sono al massimo 250, compreso un rabbino di stampo ortodosso (Chabad) appena arrivato e deciso a costruire una comunità nel gelo.
L’Islanda si considera con qualche ragione paese assai avanzato in tema di diritti umani, ha proibito alcuni anni fa la circoncisione femminile, che molti chiamano mutilazione, e ora procede con un disegno di legge per vietare quella maschile. Risultato: un coro di proteste. Ebraiche, provenienti soprattutto dalle comunità di Europa, ma anche mussulmane. Roboante la protesta di un cardinale europeo, ovviamente cattolico, che parla di grave attacco alla libertà religiosa. La faccenda può diventare molto seria perché in Islanda non sono mossi da pregiudizi, ma dal nordico impulso a difendere gli esseri umani in astratto, soprattutto quando hanno una settimana di vita, da usi che sono millenari e totalmente irrazionali. Perché su una cosa sono tutti d’accordo, sia pure a denti stretti: la circoncisione ha una base religiosa e basta. Ogni tentativo, usato in passato, di spacciare vantaggi medici, igienici etc si infrange oggi contro blande osservazioni scientifiche, ad esempio che l’igiene si mantiene in modi banali e i problemi medici si risolvono quando ci sono, non preventivamente per tutti.
Ma ebrei e mussulmani, assolutamente alleati, sanno che sul fronte islandese si combatte una guerra che ha altre e più pericolose trincee. Nessuno può accusare gli islandesi di antisemitismo, ma quando in giro per la Ue (Polonia, Olanda) si parla di proibire la macellazione rituale praticata, sia pure in modi diversi, dalle due comunità, vecchi fantasmi rispuntano. Perché in certi contesti la voglia di rendere la vita difficile non tanto agli ebrei ma agli assai meno popolari mussulmani si arma di argomenti nuovi, scientifici. La sofferenza degli animali che nella macellazione rituale devono essere perfettamente coscienti, non storditi da un colpo o una scarica. Gli uni e gli altri tirano fuori ogni argomento utile ma alla fine il problema è quello di regole antichissime, che sicuramente ai tempi avevano vantaggi anche scientifici, per così dire, ma che oggi sono sorpassate, di dubbia utilità e forse crudeli. Nel caso della circoncisione c’è poi un aspetto che crea ostilità totale: si può disporre una misura che modifica il corpo di un bambino? non dovrebbe essere lui, da maggiorenne, a decidere che fare?
L’Islanda per ebrei e mussulmani rappresenta un precedente pericoloso. La legge in discussione prevede una pena di 6 anni, ma questo è l’aspetto minore. Se passasse, in qualunque forma, ci sarebbe un precedente in un paese civile, non definibile come arretrato. Con la paura che altri paesi europei e magari anche la Ue, dove di macellazione ogni tanto si parla, prosegua per quella strada. In Svizzera la macellazione segue criteri rigidi per evitare ogni sofferenza agli animali, però si può importare carne con i necessari requisiti per mussulmani, ebrei – ed amanti del fois gras! Ma in Islanda la legge sulla circoncisione non sarebbe aggirabile con artifici, quindi è di estrema rilevanza
per tutte le parti. dentro e fuori il paese.

3 Commenti a La matassa della circoncisione e il pericoloso bandolo islandese – di Mariagrazia Enardu

  1. andrea dolci 24 febbraio 2018 at 10:36 #

    Alla fine si tratta sempre di diverse e moderne declinazioni dello Stato Etico: brutta storia.

  2. Bull 27 febbraio 2018 at 00:02 #

    Gli ebrei ci campano ancora oggi sui campi di concentramento. Per fortuna gli islandesi non hanno complessi di inferiorità e fanno cose chiare. Bravi!

  3. Santalmassi 27 febbraio 2018 at 10:06 #

    Condanno recisamente questo intervento di mr Bull. Che si dimentica spesso che la liberta assicurata ai commenti da questo mio sito va sempre congiunta alla responsabilità dell’autore e al suo equilibro. Da oggi Bull e’ sospeso.
    Giancarlo Santalmassi

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