Dies Irae in classe economica: le pene di Scott Pruitt – di Mariagrazia Enardu

Scott Pruitt, capo dell’agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA), viaggia in aereo in prima classe, in aperta violazione delle norme che impongono ai dipendenti pubblici di viaggiare a basso costo o addirittura di scegliere determinate compagnie convenzionate su alcune rotte. Pruitt, nominato da Trump nel dicembre 2016, fa diversamente. Prima classe, con posti che costano 5-6 volte le tariffe economiche. o addirittura in aereo militare. Procedura che ha un senso per certe figure: Mattis (Pentagono), difficilmente sarà infilato dove capita, e in ogni caso viaggia con scorta. Pruitt pure, e si intende scorta di sicurezza, mica un collaboratore portaborse, anzi assorbe parecchio personale.

La ragione con cui Pruitt ha motivato tutto è il pericolo che corre per il linguaggio “minaccioso e volgare” usato contro di lui da passeggeri che lo riconoscevano. Pruitt era figura assai anonima finché non è apparso in tv a sostenere la decisione di Trump di ritirarsi dal trattato sul clima. E sta ristrutturando l’EPA, anzi la sta smontando. Non lo hanno minacciato di morte, ma hanno detto cose sgradevoli (e ci credo), per cui l’ovattata prima classe serve a proteggere le sue indifese orecchie, non la sua vita. Ma forse prima o poi un passeggero ricco lo manderà a quel paese. Pruitt fa pagare al contribuente il costo della sua tranquillità, e pensare che molti passeggeri risolvono i problemi audio in viaggio con un paio di tappi di cera e un auricolare di musica a tutto gas. Semmai il portaborse gli tirerà la manica al momento dell’imbarco. E’ uno dei tanti segni della crescente e manifesta collera di molti americani. Ai quali, caro Pruitt, è garantita la libertà di espressione, e anche di mandare a quel paese.

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