Che tristezza questo mio paese…..l’editoriale di Giancarlo Santalmassi

Ho una tristezza infinita dentro di me per le condizioni in cui versa l’Italia, il nostro paese. Irriconoscibile: diviso, rissoso…..in cui i genitori picchiano i maestri, gli studenti sfregiano i compagni, i fascisti scorrazzano e picchiano gli antifascisti (ammesso che ci sia chi racconti ancora la nostra storia}, un’Italia in cui si spara, si deridono e offendono anche fisicamente gli anziani. La grande bellezza e’ il retaggio di un passato dimenticato. Dilaga la pornografia, la violenza del web (gravissima come puntualmente stigmatizzato piu volte su questo sito), e le intimita’ sono involgarite da Instagram, selfie sempre più audaci e sfrontati. Consiglio come lettura dal Corriere della Sera di oggi il reportage da Torino di Giusi Fasano, a pagina due, dal titolo “Io, poliziotto ferito in mezzo a quel caos. Cosi l’ho raccontato a mia figlia di sette anni”.
Un paese che non da’ risposte ai giovani, galleggia sotto il fardello immobile del debito. Eppure sta a galla soprattutto per la sua qualità tecnica e l’esportazione dell’Italia di qualita’ che esiste e si fa onore. Mentre scrivo questa nota Roma si sta chiudendo, impaurita da quattro cortei che si annunciano tesissimi, a cominciare da quello dei fascisti di Casa Pound, e con la scusa di Burian, il grande freddo che si annuncia da una settimana ma arriverà qui non prima di mercoledì.
La sensazione e’ di me, straniero in casa.

4 Commenti a Che tristezza questo mio paese…..l’editoriale di Giancarlo Santalmassi

  1. Paolo Cignini 24 febbraio 2018 at 11:59 #

    Chi si riconosce in queste parole, sa in cuor suo che siamo tutti un po “solitari in Arcadia” in questi tempi. Io, personalmente, con malinconico orgoglio e la nostalgia di chi vorrebbe vivere epoche mai vissute. Un saluto!

  2. Antonio 24 febbraio 2018 at 13:59 #

    … potremmo dirle cronache dal fronte le tue.

  3. Emanuele 25 febbraio 2018 at 11:28 #

    Questa che lei racconta è l’Italia che si vive nei mass media.
    L’altra, quella vera, quella che dei media non tiene conto, vive serenamente la sua vita.
    Questa mattina ho portato mio figlio a giocare la partita della domenica, poi siamo andati a messa e infine a pranzare felici.
    La settimana lavorativa scorre faticosa e appagante.
    I figli a scuola studiano e danno soddisfazioni.
    Io mi informo solo sui libri, ormai.
    Buona domenica.

    • Jacopo 25 febbraio 2018 at 21:45 #

      Caro Emanuele, il suo intervento conferma che “omnia munda mundis”.

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