Giuseppe Melzi; Lettera a un potere – di Giancarlo Santalmassi

Cari magistrati, come disse Montesquieu voi siete un potere dello stato, e come tale separato dagli altri due (il potere di governare e quello di legiferare). E autonomo. Il più importante dei tre, perché reggete il patto sociale: chi lo viola viene processato e punito ‘tenendo’ così in equilibrio un sistema sempre più complesso come sono le moderne democrazie. Le democrazie sono quelle forme politiche in cui chi governa non si fa le leggi e non si giudica da sé: altrimenti sarebbe assolutismo. Per questo non rispondete a nessuno. Ma ciò non vi autorizza all’assenza di equilibrio e responsabilità: pena distorsioni e danni gravissimi che sono evidenti a tutti. E si badi bene: Montesquieu era figlio di magistrato, apparteneva cioè alla nobiltà della toga, e dunque sapeva bene di cosa stesse parlando.

Su questo tema, quanto mai attuale, ricevo e molto  volentieri pubblico.

Conosco l’avvocato Giuseppe Melzi da oltre 40 anni: era l’avvocato dei piccoli azionisti della Società Generale Immobiliare, a Roma una delle regine del mattone.

Nel pubblicare la sua storia non faccio un favore a lui, a un amico. Ma a tutti noi.

4 Commenti a Giuseppe Melzi; Lettera a un potere – di Giancarlo Santalmassi

  1. andrea dolci 27 dicembre 2017 at 12:16 #

    Csro Direttore, è dai tempi di Tortora che si stigmatizza la assoluta irresponsabilità dei Magistrati. La logica e l’onestá intellettuale vorrebbero che ad un grosso potere corrispondesse una altrettanto grande responsabilità. Sappiamo invece come vanno le cose incluse carriere intonse di PM che hanno distrutto per suoerficialità e sciatteria ( non vogio andare oltre) le vite di onesti cittadini.
    Vorrei ricordare, giusto per far capite quanto il problema sia culturalmente difficle, quel famoso PM che dichiara l’inesistenza di imputati innocenti perché solo il fatto di finire sotto processo ne certifica la reità.

  2. Santalmassi 27 dicembre 2017 at 17:00 #

    Esattamente così, caro Andrea. Basta ricordare che fine fecero i socialisti per aver votato la legge sulla responsabilità dei magistrati (piuttosto labile, per la resistenza del pci!)
    Santalmassi

  3. Santalmassi 27 dicembre 2017 at 18:46 #

    Ps: caro Andrea poi senza fare alcuna distinzione tra vittime di errori giudiziari, Tortora ha avuto dalla sua almeno la notorietà, che vuol dire esposizione mediatica e risonanza nazionale. Tanto che potè riprendere dopo anni la trasmissione con la celebre frase: “Dunque, dove eravamo rimasti”.
    Invece l’avvocato Melzi………..
    Gcs

  4. Giancarlo Santalmassi 28 dicembre 2017 at 09:38 #

    Rosario Moreni
    Pazzesco è sconcertante quanto ha dovuto subire …
    Le più sincere e cordiali felicitazioni per l’agognato riconoscimento dell’ingiustizia subita

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