Editoriale

L’Italia, paese senza memoria

di Giancarlo Santalmassi

Siamo senza memoria. E i colpevoli sono tra noi, giornalisti. Qualche sito (www.Inpiu.net), già aveva notato come anomalo il grande successo ottenuto da Luigi Bisignani (noto dai tempi del fallimento Montedison-Enimont) col suo ultimo libro “Il Direttore”.
Sempre oggi, ha Ragione Carlo Rossella che dice che Dell’Utri non tornerà più da Beirut, perché ha i soldi e le protezioni che servono. Come non tornò per estradizione, ma perché dopo 13 anni di esilio dorato si era annoiato, Felice Riva, titolare del cotonificio Valle Susa, quello del “Fortunato, nato con la camicia!” del carosello dell’azienda, patron del Milan di allora andò in bancarotta mettendo sul lastrico 15mila operai.
Intanto la pista del libanese Gemajel andrebbe approfondita. Perché non solo secondo Berlusconi Putin gli ha chiesto che Dell’Utri andasse a Beirut a dargli una mano per le elezioni, Ma lo ritroviamo possibile soccorritore di Matacena coi buoni uffici di mister ‘a sua insaputa’, cioè Scaiola, che nessuno ricorda che dovette dare le dimissioni (la prima volta) da ministro perché definì Marco Biagi ucciso dalle br a Bologna un ‘rompicoglioni’.
La memoria si stinge perché noi giornalisti siamo i primi ad esserne responsabili.
L’ultimo, a mio avviso, clamoroso caso è della bibbia economico-finanziaria italiana, cioè ‘Il sole24ore’. Sabato, pagina 6, nella cronistoria dell’arresto dei fratelli Magnoni protagonisti del crak del gioiello Sopaf, dice testualmente che il padre dei fratelli Magnoni, uno dei finanzieri più importanti di Londra, amico di De Benedetti e Berlusconi, era il consuocero “del controverso” finanziere Sindona”.
Se è “controverso” un mafioso come Sindona, che fece assassinare dal mafioso Joseph Aricò, Giogio Ambrosoli, l’eroe borghese liquidatore della banca di sindoniana, che ha costretto il governo italiano a far arrestare Baffi (ai domiciliari) e Sarcinelli (a Regina Coeli), rispettivamente governatore e direttore generale della Banca d’Italia (si opposero al piano di risanamento del crac Sindona), allora è giusto che Frigerio e Greganti stessero dove li hanno arrestati come 20 anni fa, Scaiola abbia rifatto il ministro. Che Berlusconi dica che Claudio non ha fatto niente, ha cercato solo di aiutare un amico come Matacena, deputato di Forza Italia condannato a 5 anni. E nel ’94 avesse indicato Previti a ministro della giustizia.
Tuttavia la mancanza di memoria di noi giornalisti nel caso Magnoni fa un effetto in più: tra i truffati, infatti, c’è pure l’Inpgi, la cassa dei giornalisti.

,

2 Commenti a Editoriale

  1. Bull 12 Maggio 2014 at 16:04 #

    Ad un articolo così, l’unica cosa che si può scrivere come commento è: bentornato Direttore!

    • claudio oriente 15 Maggio 2014 at 15:37 #

      Articolo D.O.C.
      Bentornato Direttore anche da parte mia!

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.