Editoriale

di Giancarlo Santalmassi

Ho visto e rivisto al rallentatore la frase di Matteo Renzi che ha scatenato praticamente tutta la stampa benpensante (nell’occasione più numerosa di quanto immaginato).
Non si poteva rinunciare alla ghiotta occasione che il neosegretario del PD aveva offerto a tutti dicendo “Fassina chi?”.
Solo che non l’ha detta. Renzi stava finendo di rispondere a una domanda che già se ne era proposta un’altra, la cui ultima parola era un nome (Fassina, appunto). E non avendola sentita, ha detto come avrebbe fatto chiunque: “Chi?”.
Tanto è bastato a crocifiggere il giovane segretario.
A posteriori si potrà dire che il viceministro dell’economia non aspettava altro.
E che anche Renzi non aspettasse altro, che le dimissioni del medesimo.
Ma è illudersi che Renzi debba fermarsi e non insistere.
La rottamazione deve continuare. Senza pietà. Perché Renzi ha un partito, un parlamento e un governo in cui i piddini sono quelli arrivati quando le primarie le aveva perse.
Le incrostazioni del “sistema Italia” sono capaci solo di fare di tutto ciò che è pubblico una prebenda clientelare (Sanità in Lombardia, Molise, Puglia? Atac e Ama a Roma? Farmacie comunali?) e di trarre remunerazioni principesche dal privato marcio (storia dei Ligresti; o se volete del Montepaschi, dell’Alitalia?); e di ostacolare in mille modi le aziende sane, innovative, che tengono ancora a galla il Paese.
E Renzi farà un favore a tutti se riuscirà a scardinarlo questo “Sistema Italia”.
E non coi tempi democristiani di Enrico Letta. Al quale un cambio di passo farà benissimo al suo futuro, personale e politico.
Comincia ad avere alleati potenti, anche se indirettamente, il sindaco di Firenze.
Il primo è Marchionne, il vero caso politico con cui si è aperto il 2014 (paradosso: Landini ha capito, Camusso no).
Poi la Chiesa. Interpretate le parole di Bergoglio come volete (“Le coppie gay sono una sfida per chi educa: non allontaniamo i loro figli dalla fede.”), ma non è una forzatura delle medesime suggerire all’altro giovane Alfano di non usare le unioni civili (tema di sinistra) per boicottare la legge elettorale.
E il mondo, infine, che corre a una velocità che nemmeno abbiamo percepito.
Anche la Merkel è caduta sulla neve. E ha annullato tutti gli impegni per tre settimane. Non sarà Schumacher, ma anche fosse, qualcuno immagina che senza la durezza della Merkel il nostro Paese potrà ripartire solo sedendosi, limando, ritoccando il “Sistema Italia” che ci ha portato a questo punto?

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10 Commenti a Editoriale

  1. claudio.oriente 7 Gennaio 2014 at 16:22 #

    Il sistema Italia va ricostruito, non c’é dubbio, quindi, bisogna rinnovare la classe politica, ma va ricostruito sapientemente, con l’ausilio di imprenditori, forze sociali, cioè sindacalisti e costituzionalisti. E’ importante, però, cercare di evitare o limitare eventuali contraccolpi, per quanto possibile, per noi popolazione, al fine di evitare possibili traumi ed eventuali reazioni che potrebbero far crescere un populismo pericoloso, già esistente con il movimento dei forconi.

    Distinti saluti.

  2. Bull 7 Gennaio 2014 at 17:52 #

    Il problema del PD è che le filosofie del suo attuale segretario NON SONO affatto di sinistra. Tutto qua.
    Che poi il segretario sia un buco col vuoto intorno è un altro discorso.

    • Giancarlo Santalmassi 7 Gennaio 2014 at 18:16 #

      Secondo lei a quale sinistra non apparterrebbe Renzi?
      E quale sarebbe oggi il buco che invece intorno ha sostanza?

  3. claudio.oriente 8 Gennaio 2014 at 08:34 #

    Io credo che che Renzi non appartenga ad una sinistra storica e che abbia una visione molto liberale del sistema economico e politico, forse é quello che intende il Signor Bull. Per quanto riguarda il buco osservo che, intorno, é circondato da vecchi volponi che non lo hanno sostenuto alle primarie e che non vogliono mollare, vedi D’Alema e Fassina.

    Cordiali saluti.

  4. Bull 8 Gennaio 2014 at 22:44 #

    Gentilissimo dott. Santalmassi, la ringrazio per la sua replica e mi scuso per non averle risposto prima.
    Come dice il sig. Oriente, credo semplicemente che chi vuole abolire il famoso articolo 18 non sia allineato con la maggioranza storica degli iscritti PD. Che poi molti (tutti PD???) lo abbiano votato è semplicemente per l’incredibile visibilità che gli è stata offerta dai mezzi di informazione, oltre che per la concorrenza imbarazzante (quando parla Cuperlo sembra di sentire un funzionario del PCI del 1958…), e per il fatto che, proprio a causa del suo essere un buco col vuoto intorno, si esprime per slogan. Lo slogan fornisce una risposta semplice ad un problema complesso, pertanto colpisce le menti, diciamo così, meno preparate: purtroppo, nella realtà, le risposte semplici ai problemi complessi sono quelle sbagliate.

  5. Jacopo Svetoni 8 Gennaio 2014 at 23:14 #

    Secondo me Renzi ha risposto col pilota automatico alla parola “rimpasto”.
    E lo capisco perfettamente: ha ignorato tutto il resto. Quel termine è davvero irritante.

  6. claudio oriente 9 Gennaio 2014 at 08:33 #

    Credo che nel nostro paese avvertiamo ancora i riflessi degli ammortizzatori sociali, creati ad hoc negli anni sessanta per accontentare la piccola borghesia e il ceto operaio, per cui delle proposte come l’abolizione dell’articolo 18 fanno paura, al contrario di paesi nord europei, più evoluti dell’Italia, dove non si sa neanche cosa sia l’articolo 18. In Italia bisogna costruire un sistema concorrenziale tra imprese per garantire occupazione. Per fare fare ciò, ovviamente, é necessario anche combattere le organizzazioni mafiose che monopolizzano i territori italiani, organizzazioni che, purtroppo, sono uscite fuori dai confini regionali, come dimostrano i comuni commissariati per ndrangheta in Lombardia e in Liguria, quindi, altro che articolo 18, bisogna rompere i rapporti tra la politica e le organizzazioni mafiose e bisogna rompere tutte le clientele per far ripartire, seriamente, questo paese.

    Distinti salutti.

  7. Bull 9 Gennaio 2014 at 11:15 #

    Gentilissimo sig. Oriente, proprio per dare spago a quanto lei afferma le faccio una domanda: secondo lei un’azienda estera può investire in Italia, sapendo che per recuperare un credito servono 18 mesi per farsi dar ragione da un giudice, e poi ci si deve arrangiare comunque per avere i quattrini?

    • claudio oriente 9 Gennaio 2014 at 16:05 #

      Gentilissimo sig. Bull, penso che nessuna azienda estera investirà in Italia, in queste condizioni.

      • claudio oriente 9 Gennaio 2014 at 18:40 #

        Aggiungo a quanto scritto nella precedente nota che chi governa dovrebbe snellire fortemente le procedure burocratiche, in modo da favorire investimenti di imprese estere nel nostro paese

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