Ricevo. E molto volentieri pubblico

Appena uscito della mia palestra. Una delle tante palestre della medio alta borghesia romana. Tra un esercizio e l’altro ho provato a fare una inchiesta-dibattito per non dire campagna elettorale per le primarie del PD di domani. E ecco quello che è venuto fuori.
Io: “allora ragazzi, domani per chi votate?”
Tipo 1: “ma domani si vota?”
Io: ” e si…per le primarie del PD”
Tipo 1: “ah, io voterò PD ma solo quando ci saranno le elezioni. Domani per le primarie, no! Non piace nessuno dei tre candidati”
Io:” ..ma se non ti piace nessuno adesso…per quale PD voterai in futuro?”
Nessuna risposta. Con una faccia confusa, si allontana. Meglio tornare a lavorare i bicipiti.
Tipo 2: “qua…siamo nella merda! Ci vuole un’altro argentino per fare una rivoluzione!”
Ho pensato: se riferisce a Papa Francesco?
E Tipo 2 continua. “Garibaldi ci voleva adesso!”
Io: “guarda che Garibaldi era.nato a Nizza, non in Argentina!”.
Tipo 2: “sicuro? Ah, allora Anita è che era argentina!”
Io: “no, no! Anita era brasiliana!
Allora, risparmiando la sua cultura storica ho provato a fargli una domanda più contemporanea: “ scusami, ma sai chi è l’attuale Ministro italiano dell’interno?”
Risposta: “boh!”
E impetuosamente sparo: “ spread? Cambio euro dollaro? Spending review,,,,?”
Mi guarda con un sguardo odioso e se allontana insistendo: “qua ci vuole la rivoluzioneeee!”
A questo punto mi domando: mens sana in corpore sano o massa muscolare inversamente proporzionale a quella encefalica? Però, osservando bene Tipo 2, non è che sia cosi muscoloso!
Mi avvicino al Tipo 3: “scusami, domani voti?”
Tipo 3: “e no, domani è giornata di libera. E poi, a che serve votare? Non abbiamo più diritti in questo paese, solo doveri, tasse, un casino!”
E li m’incazzo! “ ma ti rendi conto di che cosa dici? Votare non solo è un diritto ma anche un dovere. é un dovere civico!”
Tipo 3: “ma che! non serve a nulla. Qua, le cose non cambieranno mai.”
Io: “certo che se tu non usufruisci del tuo diritto e dovere di votare, le cose non cambieranno mai!”
Tipo 4: “ma sono tutti corrotti questi politici”
Io: “un popolo che elegge politici corrotti non è una vittima. È complice!”
Tipo 4 tutto fiero risponde: “per questo che non voto mai! Non voglio essere complice!”
Io: “allora, poi non lamentarti, no?”
Tipo 4: “e chi si lamenta!”
Tipo 5: “ ma te che te ne frega a te! Mica voti tu”
Io: “cari miei, io sono italo brasiliano e me ne frega molto. Domani voterò! come voteranno anche i miei conoscenti brasiliani, argentini, filippini, peruviani… residenti in Italia.
E vi dico di più, forse diversamente da voi, se domani decidessi di andare via dall’Italia e tornare in Brasile, dove avere famiglia, grande possibilità di lavoro e parlare con più facilità la mia lingua madre, forse la mia vita sarebbe più facile. Ma se non lo faccio è solo perchè amo l’Italia e credo che sia uno dei paesi più belli e ricco di risorse del mondo. Dove non solo ho già vissuto la maggior parte della mia vita come vorrei continuare a viverla!
Morale: Per ora non cambierò paese. Cambierò palestra!

Ricardo Augusto Moro

5 Commenti a Ricevo. E molto volentieri pubblico

  1. clara benedetti 8 Dicembre 2013 at 12:12 #

    Probabilmente se fosse andato invece di una palestra medio-alta frequentata da gente che tutto sommato sta bene in un mercato frequentato da gente bassa bassa che non hai soldi da spendere in una palestra avrebbe ricevuto risposte diverse e molto più consapevoli.
    Clara

  2. Diana Francesca 8 Dicembre 2013 at 20:04 #

    Magari fosse così, i ricchi qualunquisti, i meno abbienti, invece, impegnati e dalla parte giusta. Purtroppo il qualunquismo in questo Paese è un virus dilagante, da destra a sinistra, dal basso all’alto. E la colpa di questo ventennio non è solo dei politici, nessuno è innocente se siamo diventati meno “cives”, se nel diritto-dovere di votare non pvediamo l’obbligo di qualcosa che ci appartiene e che nessuno ci può togliere. All’idignazione per l’indifferenza del signor Moro, brasiliano, io, italiana, dico grazie, perché oggi ho votato anche pensando a lui, al rispetto e all’amore che ha per il Paese, il nostro. Ha cambiato palestra, ma resta con noi è lotta insieme a noi. Grazie

  3. mauri roberta 8 Dicembre 2013 at 20:48 #

    Sottoscrivo il pensiero di Diana.

  4. michele 9 Dicembre 2013 at 14:30 #

    Cambiare palestra era la sola cosa da fare, gentile coabitante (ma per me concittadino a pieno titolo, per scelta e meriti acquisiti).
    Perché non so lei, ma io, rileggendo il suo godibilissimo rèportage, colgo nelle risposte, ma soprattutto nei commenti dei quattro suoi intervistati, moltoi più di un’ombra di preciso interesse non solo a non fare nulla perché le cose cambino, ma addirittura a fare quanto possibile perché NON cambino. Perciò, alla larga dai seggi , magari ostentando (nei commenti c’è anche questo) una nonchalance finta e posticciamente chic.
    Ecco perché darei ragione a Clara Benedetti.
    E temo che trovare un’altra palestra “della medio alta borghesia”, come dice lei di quella che ora ha lasciato, però frequentata almeno da qualcuno dei quasi tre milioni di votanti di ieri, italiani e non, richiederà un impegno non da poco.

    • Diana Francesca 9 Dicembre 2013 at 14:54 #

      Caro Michele, purtroppo cadi anche tu nella trappola. Le rivoluzioni vere le fanno solo i borghesi. La Storia insegna. E oggi l’Italia dovrebbe essere fortunata, avendo un tenore di vita, nonostante (o grazie ai) i debiti più alto rispetto a quello dei nostri padri. Purtroppo siamo più ignoranti di loro. Come si dice, “il grasso ci è andato alla gola, anzi al cervello”.

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