Il Financial Times a Natale spara alto

Nel giorno di Natale il Financial Times, il più autorevole quotidiano finanziario del mondo, attacca frontalmente Papa Francesco senza nemmeno aspettare i commenti all’omelia natalizia e alla benedizione Urbi et Orbi. Secondo il FT Il Papa sbaglia analisi e ha completamente torto nelle sue critiche verso le disuguaglianze sociali ed economiche del mondo. L’editorialista John Gapper si unisce alla lista di quelli che già in precedenza, in occasione della pubblicazione dell’enciclica Evangelii Gaudium, erano giunti a definire anticapitaliste e perfino ‘marxiste’ le tesi del Papa, giunto ad affermare che l’impoverimento di tanta gente in tutto il mondo è il risultato di “un’ideologia che difende l’assoluta autonomia del mercato e della speculazione finanziaria”. E mette per iscritto il suo dissenso.Unico tipo di progresso possibile – Se perfino Obama aveva fatto eco alle parole di Bergoglio, sottolineando che oggi la metà del reddito Usa è nelle mani del 10% della popolazione e che gli amministratori delegati delle grandi multinazionali sono passti da guadagnare da 30 a 270 volte quanto un salariato medio americano, il Financial Times risponde per le rime a entrambi. Secondo l’articolista Gapper, è un fatto che il divario tra ricchi e poveri è aumentato in Occidente ma questo ha permesso, paradossalmente, di ridurre l’ineguaglianza economica. Questo è vero, si cita ad esempio, nei casi di economie emergenti come Cina, India e Brasile, Paesi in cui vive la maggioranza della popolazione mondiale, i quali hanno beneficiato della globalizzazione.Ricchi sempre più ricchi, non è uno scandalo – Secondo il Financial Times, dunque, non è da condannare il fatto che in tutto il mondo i ricchi si mantengano ricchi e non accusino gli effetti della crisi che dal 2007 ha travolto il mondo. Insieme a loro sono diventati certamente più ricchi i ceti medi dei Paesi emergenti e questo avrebbe ridotto ingiustizie e disuguaglianze sociali. A soffrire sono i ceti medi dei Paesi già sviluppati, molti dei quali in Occidente. La tesi del quotidiano finanziario è che se ci fosse una redistribuzione più equa della ricchezza su scala globale, questo porterebbe ad un ulteriore arretramento della classe media occidentale.

Un commento a Il Financial Times a Natale spara alto

  1. andrea dolci 27 Dicembre 2013 at 21:59 #

    Mi sfugge il nesso economico tra globalizzazine che tanto bene ha portato ad alcuni paesi emergenti e i faraonici compensi che le classi dirigenti si autoassegnano o la totale irresponsabilitá con cui operano. Una volta compenso e responsabilitá erano due facce della stessa medaglia. Una volta …

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