Editoriale

di Giancarlo Santalmassi

La nuova maggioranza e la nuova fiducia per un ‘nuovo inizio’ (per dirla con Enrico Letta) ci sono.
Tolti di mezzo quelli che c’erano, ma erano contro per principio preso, la nuova maggioranza assai più compatta può procedere con un programma ridottissimo e incisivo.
Duole sentire Bersani ancora dire di Renzi “Vedremo quello che farà per il partito”.
Per il partito? Direi per l’Italia, o no?
Duole vedere Cuperlo rifiutare la presidenza dell’assemblea, prefigurando la costituzione di una corrente.
Qualcuno non se ne rende ancora conto, ma l’irruzione sulla scena stantia della politica italiana della faccia del sindaco di Firenze ha invecchiato improvvisamente tutti. Possibile che se ne siano accorti solo i giornali o i politici esteri?
Il discorso del presidente del Consiglio, ha avuto un tono diverso, come se si fosse liberato di una maggioranza su cui sentiva di non poter contare in ogni passo.
Ha riproposto le stesse cose dette al momento della sua prima fiducia dopo le elezioni.
Ma con un tono più determinato soprattutto quando ha ricordato che si deve fare tutto entro diciotto mesi, di cui otto sono già passati.
Un consiglio: dialoghi subito con Renzi ma anche con Alfano. E trovi un accordo per prendere un primo provvedimento esemplare, anche mediaticamente, subito. Entro Natale.
I numeri per evitare la consueta melina delle vacanze di fine anno che rinvia ogni appuntamento in gennaio ce l’ha: 379 voti favorevoli e 212 contrari alla Camera, 173 si’ al Senato contro 127 no.

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Un commento a Editoriale

  1. Bull 12 Dicembre 2013 at 11:19 #

    Carissimo Santalmassi, mentre le rinnovo la mia stima, mi chiedo anche come può ancora credere alle promesse di questi venditori di fumo. Abbiamo un governo che è stabilissimo, come lo è un cadavere: stabile perchè immobile. COsa le fa pensare che questi parolai, dei quali Letta è l’esponente principe, possa fare un qualunque genere di cambiamento positivo?
    Cuperlo fa benissimo a rifiutare l’incarico i consolazione che Renzi gli vuole dare, semplicemente per renderlo correo di tutte le decisioni che lui prenderà. E’ stato proprio l’arrogante fiorentino a dire “Se vincerò io questa classe dirigente va a casa”. Cosa sulla quale sono del tutto d’accordo, ma ora come fa a pretendere che Cuperlo ci stia, al suo gioco?
    E’ stato proprio Renzi a mettere tutto sul piano della sfida. Cosa si aspetta adesso, che gli sconfitti gli preparino pure il tè delle quattro?
    Mi dispiace, ma non ho alcuna fiducia in questi ex democristiani che si stanno comportando con la stessa ipocrisia che ha portato prima alla distruzione della prima Repubblica, e poi allo sfacelo della seconda.

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