Editoriale

di Gancarlo Santalmassi

Col voto alle primarie del Pd di ieri è scomparso il vecchio Pci. Rinato dalle proprie ceneri come Ds, Pds, Pd, ieri si è estinto per sempre.
Renzi, scelto da una maggioranza di non iscritti, ha un compito immane.
Un Parlamento, che è stato eletto quando lui era stato sconfitto nel ballottaggio con Bersani un anno fa.
Un Partito, in mano a dalemiani e bersaniani.
Un governo Letta, con cui deve fare asse almeno per un anno: il tempo di elaborare una nuova legge elettorale, un minimo di riforma costituzionale, un minimo di taglio di tasse e spese, per rianciare il cuneo fiscale.
Ma soprattutto fondare il partito della sinistra di governo, che gli italiani aspettano da 40 anni.
Per questo ho detto che andare a votare ieri era importantissimo. Significava legittimare il chirurgo ritenuto migliore a eseguire l’intervento improcrastinabile.
E proprio nel momento in cui tutto sembrava delegittimato dalla sentenza della Consulta, o c’era un vasto interesse a rappresentarlo come tale.
Che squallore vedere SB ancora parlare di golpe, di istituzioni alleate di pm di sinistra. E soprattutto vedere SB allearsi con Sel e Grillo.
A sua volta, un gesto che è il miglior viatico alla legittimazione della scissione di Alfano.

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Un commento a Editoriale

  1. mauri roberta 9 Dicembre 2013 at 12:49 #

    Renzi piace ai non iscritti, e non piace agli iscritti. Questo rende il suo compito complicato perché le resistenze interne, non solo saranno forti,ma possono innescare quella che nel calcio si chiama “melina”. Renzi ha stravinto e per questo deve assolutamente spendere bene il consenso ottenuto. Avrà questa capacità?
    Lo speriamo tutti ma credo non si possa escludere una scissione del PD che all’interno accoglie anime così diverse e irriducibili da non far prevalere le necessità del Paese ma quelle personali.

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