Editoriale

di Giancarlo Santalmassi

Decaduto Berlusconi, decaduto il Porcellum. Pezzo a pezzo cade il mondo artificiale, virtuale creato da vent’anni di centrodestra, con qualche corresponsabilitá di molti altri, ma con la matrice propria berlusconiana.

Il Porcellum è incostituzionale. La politica ha così toccato il fondo. L’ingorgo delle sue incapacità le ha fatto fare l’estremo harakiri: consegnare alla giustizia anche il momento chiave della democrazia, la legge che regola l’elezione del parlamento.
Tuttavia, nel momento in cui si tocca il fondo, non si può che risalire.
Non ci sono più alibi: né il tappo di un centrodestra ingestibile né una legge elettorale per mantenere la quale ogni partito aveva le sue inconfessabili ragioni, di qui la difficoltà di ogni accordo.
Adesso sulle ginocchia di Letta, Renzi, e perché no anche dell’ambiguo Alfano, la grave responsabilità di dare al paese la scossa che serviva da almeno 20 anni. Si discuterà a lungo su che cosa può accadere. La Corte ha chiaramente detto che non è sua, ma del Parlamento la responsabilità di dare al sistema un’altra legge elettorale.
La settimana che parte domani vedrà una serie di scadenze tutte determinanti: domenica, le primarie del Pd; mercoledì il nuovo programma di governo che col voto di fiducia sancirà il cambio di maggioranza, e anche l’irrilevanza di Berlusconi e della “nuova” Forza Italia. In mezzo i colloqui Letta-Renzi per dare quei contenuti che il partito, divenuto adesso più importante della coalizione, non ha mai avuto.
Restituire dignità alla Politica e al Paese. Non è una impresa da nulla. Ma occorre riuscirci.

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3 Commenti a Editoriale

  1. Jacopo Svetoni 4 Dicembre 2013 at 23:35 #

    Ma l’incostituzionalità del porcellum… sarà retroattiva?

  2. Giuseppe 5 Dicembre 2013 at 02:02 #

    Ma io mi chiedo, e so che se lo stanno chiedendo in molti, come sia possibile che dopo 8 anni una legge tanto importante venga nientemeno giudicata come incostituzionale.
    In questi 8 anni ci sono stati imposti i parlamentari e con questo ogni sorta di interesse corporativo dei partiti e, non meno importanti, le scelte che hanno infine contribuito a disastrare il Paese.
    In un paese civile questa situazione sarebbe un caso impossibile a darsi. Invece noi viviamo nostro malgrado in una nazione dove fin’anche la Costituzione viene difesa su istanza di parte. A pensarci bene è pazzesco.
    Però guardando con attenzione ci si può accorgere che il male viene da lontano, da quando la ‘politica’ ha ben pensato di togliere man mano i controlli di legittimità ai vari livelli dell’organizzazione statale, sostituendoli con la responsabilità diretta dei pubblici funzionari. Che però nessuno controlla più, così la difesa della legittimità tocca ora direttamente al cittadino leso, appunto su istanza di parte.
    Come non rimpiangere, ad esempio, i CoReCo, i comitati di controllo regionali che vagliavano ogni singola delibera degli enti locali…..
    C’è dietro davvero una conceziona malata della libertà e delle regole e forse non è un caso che questi anni di rincorsa alla ‘libertà’ siano poi stati anche gli anni dello sfascio più grande.

  3. Jacopo Svetoni 5 Dicembre 2013 at 23:32 #

    La Consulta boccia il referendum ma sollecita il cambiamento della legge
    Era il 12.01.2012
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-12/referendum-elettorale-oggi-responso-110854.shtml

    Adesso tutto si spiega: il referendum non era ammissibile perché la legge era incostituzionale.

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