Demagogie

di Domenico Cacopardo

Il teatrino nazionale sta dipanando il suo spettacolo tra demagogie e sciocchezze, al netto delle frequenti demagogiche sciocchezze degli specialisti del ramo (M5S in primis).
Ci sono due recentissimi esempi che dimostrano come nessuno ne sia esente.
Partiamo dalla profilassi verso gli immigrati di Lampedusa, in una struttura sotto stress per il continuo flusso di clandestini e per i danni dagli stessi prodotti qualche mese fa con l’incendio di due padiglioni. S’è scoperto che i nuovi arrivati sono sottoposti, nudi, a una doccia disinfettante che li libera da malattie fortemente infettive come la scabbia. S’è scritto del gelo nel quale la procedura sarebbe attuata e della sua ‘pubblicità’ nel senso che, mentre un immigrato è sotto l’acqua, altri si sono già spogliati o si stanno spogliando. Il birignao nazionale s’è scatenato. Ha dato il là Laura Boldrini, presidente della Camera. La sua riprovazione contribuisce a mistificare l’accaduto. Dovrebbe sapere, infatti, se, come spiega il suo curriculum, s’è occupata di flussi migratori, che il procedimento è di normale uso nei campi profughi. Ci ha messo il carico il ministro Alfano, forse stimolato dal fatto che la cooperativa che si occupa dell’assistenza a Lampedusa è una cooperativa rossa, legata agli excomunisti. A parte la bugia sul gelo –giacché nei giorni incriminati la temperatura era tra i 18 e i 20 gradi- dovrebbe essere chiaro qual è l’alternativa. Far entrare il nuovo arrivato in un’apposita sala sterile, irrorarlo di disinfettanti e trasferirlo in un altro locale. Dopo di che la sala sterile ha perso la sterilità. Si dovrà renderla di nuovo sterile per ammettere un altro nuovo arrivato. Quanto costa un procedimento del genere a questo disastrato Paese? Quanto tempo? Quanti addetti in più? Non c’è stata un’autorità che s’è ribellata all’accusa di nazismo o all’equiparazione del centro di Lampedusa a un lager mentre l’Italia si impegna allo spasimo nell’assistenza a questa mare di gente.
La seconda alternativa sarebbe quella di porre gli immigrati in quarantena sanitaria, molto più dura del trattamento attuale. E molto alienante, dato l’isolamento totale cui sarebbero costretti questi immigrati.
L’altro esempio è il caso di Bartolomeo Gagliano, evaso dal carcere di Marassi e catturato a Mentone dalla Gendarmeria francese (per la verità). L’ineffabile ministra Anna Maria Cancellieri, invece di aprire un’inchiesta per individuare le responsabilità (anche del magistrato di sorveglianza), ha rimosso Salvatore Mazzeo, direttore del carcere di Marassi, onorando così la fama che s’è conquistata con il caso Ligresti: debole coi forti, forte con i deboli.
Con cognizione di causa, suggeriamo al dottor Mazzeo di presentare immediatamente ricorso al Tar del Lazio, con richiesta di sospensiva. Le probabilità che sia dato torto alla signora Cancellieri sono elevatissime. Coraggio e premura, dottor Mazzeo, prima che le carte siano aggiustate a suo sfavore.

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Un commento a Demagogie

  1. michele 27 Dicembre 2013 at 16:38 #

    Un ceto dirigente per lo più autolegittimato, non abbastanza colto da aprire una vera dialettica politica al proprio interno ma informato quanto basta per accendere e soprattutto alimentare all’infinito polemiche pulviscolari nelle quali non si capisce chi crede in che cosa e chi vuole che cosa, apre dispute quotidiane su tutto, senza curarsi di verificare prima, non dico le circostanze e i contesti, ma almeno i nudi fatti: e figurarsi gli effetti e le conseguenze
    E’ questo che, con la complicità di un sistema dei media che appare impietrito dalla forza e dalla velocità di un cambiamento di certo profondo, anche se non sappiamo dove ci porterà, genera la confusione che lascia al primo titolo di giornale o telegiornale che se ne occupa (“dà la notizia, come si dice), la definizione di qualunque evento o comportamento, a prescindere dalla sua sostanza.
    E’ proprio vero: basta un servizio, o magari anche solo un titolo in TV o nei giornali, per costruire, letteralmente, ciò che i media si riservano solo dopo di rappresentare e descrivere, quando l’impressione sollevata dalla prima informazione, si tratti dell’oro improvvisamente scoperto nelle pensioni, delle docce tipo Auschwitz a….Lampedusa (hanno detto e scritto anche questo) e così via, ha ormai fatto presa, diventando la pseudo-verità che dominerà pensieri e linguaggio di chiunque se ne occuperà.
    Aveva purtroppo maledettamente ragione il personaggio di Moretti che verso l’inizio del film “Il caimano” affermava l’inutilità dell’dea di contrastare la proposta di collaborare ad una produzione artisticamente qualificata per contrastare il degrado culturale dilagante.
    Come diceva la sua battuta, in quindici anni (ma ora sarebbero venti e più – NdR) di TV e intrattenimento, “questi ci hanno cambiato la testa”.

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