Cattivissimo pensiero

Sentito il discorso di Silvio Berlusconi al Consiglio Nazionale ultimo del PdL o primo di Forza Italia remix.

È stato come “Il testamento del capitano”, la canzone degli alpini.
Dispone che il suo corpo sia tagliato in cinque pezzi:

Uno vada alla sua patria (“l’Italia, il paese che amo”).

Il secondo al battaglione (“I circoli di Silvio” nuova articolazione territoriale di Forza Italia).

Il terzo alla sua mamma, Rosa. O al papà, Luigi che nel 1970 come procuratore della banca Rasini, ratificò un’operazione destinata ad avere un peso nella storia della Banca: l’acquisizione di una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano nomi destinati a divenire famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus.
Il 15 febbraio 1983 la polizia milanese effettua una retata (operazione San Valentino) contro gli esponenti di Cosa Nostra a Milano, e scopre che tra i correntisti miliardari della Rasini vi sono Totò Riina e Bernardo Provenzano. Nel 1998 la Procura di Palermo mette sotto sequestro tutti gli archivi della banca. I giudici di Palermo, anche a seguito delle rivelazioni di Michele Sindona (intervista del 1985 ad un giornalista americano, Nick Tosches) e di altri “pentiti”, indicano la stessa banca Rasini come coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa. Tra i correntisti della banca figurava anche Vittorio Mangano, il mafioso che lavorò nella villa di Silvio Berlusconi dal 1973 al 1975. (Wikipedia)

Il quarto pezzo alla sua bella (Noemi Letizia? Ruby, la nipote di Mubarak?).

Il quinto pezzo alle montagne (cima Alfano).

3 Commenti a Cattivissimo pensiero

  1. Domenico Cacopardo 16 Novembre 2013 at 17:46 #

    La sceneggiata finale del ‘collassetto’ era purtroppo già vista varie volte. Ammirevole lo sforzo di Renato Brunetta accorso sul palco con il dottore. Per fortuna non c’è stato bisogno di un suo intervento. Secondo me il cavaliere temendo una respirazione bocca a bocca di Renato s’è subito ripreso bevendo un bicchiere d’acqua.

    Erano morti e non lo sapevano. Continuavano a cantare le loro macabre canzoni (“Per fortuna che Silvio c’è”) con il tono di voce che serve per un de profundis.
    Parce sepultis

  2. claudio oriente 17 Novembre 2013 at 19:31 #

    Con decenza parlando.

  3. andrea dolci 17 Novembre 2013 at 20:20 #

    Non è che poi arriva Iside Pascale che rimette insieme i pezzi e lo riporta in vita ?

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