Fassina vs Renzi

di Michele Giardino

Questa volta è arduo “bypassare” Fassina, che su Huffington Post manda sarcastici avvertimenti e puntuali precisazioni a Matteo Renzi, fresco del successo della Leopolda.
Perché questa volta Fassina si ricorda, e si avvale, della preparazione tecnica e dell’esperienza di cui lui dispone e la maggior parte dei suoi interlocutori, incluso Renzi, no.
Certo, parlare di caterpillar andato fuori strada eccetera, sottolinea divergenze profonde: considerando le quali, a chi voglia prendere le parti di Matteo non mancano i motivi.
Ciò detto, sarcasmi o non sarcasmi, della breve e ben scritta critica, Renzi farà bene a prendere buona nota, perché Palazzo Chigi, il Parlamento e la stessa sede del Nazareno gli porranno gli stessi e tanti altri e più pesanti interrogativi, non se con sarcasmo, ma di certo con cattiveria, o almeno con severità.
Realismo e cinismo sembra non gli manchino: farà bene a farne largamente scorta.

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3 Commenti a Fassina vs Renzi

  1. Diana Francesca 1 Novembre 2013 at 09:35 #

    L’esperienza e la preparazione tecnica Fassina ha dimostratato di averla ma così retrodatata che farebbe meglio a stare zitto. Michele non ricordìno più le posizioni in politica-economica di Fassina? Pensi che Renzi non abbia uno, due economisti che lo consigliano? Impossibile

  2. michele 2 Novembre 2013 at 16:03 #

    Cara Diana Francesca, Renzi, lo dico sin da quando eravamo in venticinque a crederci, parte da una premessa giusta, la sola possibile, che si riassume nella parola “rottamazione”, impertinente e magari un po’ crudele, ma decisamente efficace.
    Ne sono così certo, che non mi convince, anche se ne capisco il motivo, la recente “carineria” resa ai rottamandi, di censurarla, quella parola, che ha incrinato seriamente un blocco in apparenza impenetrabile. L’affollarsi dei convertiti intorno al carro di Renzi ha ben presto gelato i sorrisi sarcastici che avevano accolto all’esordio il giovane Sindaco, mentre i vignettisti si cercano bersagli nel campo opposto.
    Ciò detto, suggerirei di non perdere mai di vista che qui si tratta di dire basta alla decadenza di un Paese il cui dissesto geologico è sotto ogni aspetto una perfetta metafora del dissesto, prima di tutto politico e culturale nel senso più ampio, poi istituzionale e solo dopo economico e industriale che lo affligge. Il posto che sento mio tra i sostenitori di Renzi, è quello di chi intende ricordargli che il consenso ha un prezzo: contestare a chi è stato ed è al potere di aver sempre taciuto agli italiani le verità, per quanto amare e spiacevoli, cui hanno diritto, ha concorso alla vittoria che si profila, ma implica esprimere, a risultato ottenuto, un comportamento opposto.
    All’elenco dei problemi che conosciamo a memoria, Renzi sostituisca quello delle soluzioni concretamente possibili, ma badando ad avvertire che non lasceranno tutti contenti e felici. Riconquistare all’Italia il posto fra i grandi Paesi cui giustamente aspira, richiederà sacrifici, impegno e fatica a tutti. E lasci pure ai vari populismi in crescita di parlare “alla pancia” di una certa Italia, se non altro perché in questo sono imbattibili.
    Non ci serve un altro abile confezionatore di pacchi vuoti: ci serve un leader. E un leader democratico deve darsi carico delle domande magari strumentali, perfide e anche ostili, ma non campate in aria, dei Fassina e degli altri come lui. C‘è di peggio, lo sa lui e lo sappiamo tutti. Ma è da qui che bisogna cominciare, per sperare che quando, presto o tardi torneremo a votare, la maggior parte dell’elettorato respinga le fanfaronate e le ciniche menzogne di vecchi incantatori, come il pressapochismo dilettantesco di comici e fattucchieri che si candidano a prenderne il posto.

  3. Diana Francesca 2 Novembre 2013 at 16:20 #

    Caro Michele, in queste ore in cui l’Italia si trova il Ministro della Giustizia in una situazione a dir poco imbarazzante (in un altro Paese si sarebbe già dimesso ) di Renzi o Fassina, dovremmo studiare bene i tabulati telefonici, frequentazioni, dove è con chi lavorano figli e figliastri….piuttosto dei loro programmi politici. Le nostre perplessità le teniamo per quando il Paese sarà “sano”. Speriamo presto

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