Siamo bravi. Noi italiani intendo.

di Michele Giardino

La Costa Concordia certo non galleggia di nuovo, ma ha ripreso il suo assetto e il supporto sul quale è stata fatta scivolare grazie ad una manovra di impressionante semplicità di concezione e di enorme ingegnosità di realizzazione, resa possibile da attrezzature di forza titanica realizzate apposta. Bene.

Però, si tratta pur sempre di porre rimedio ad una stupida bravata che ha aperto sull’immagine della nostra marineria uno sfregio profondo ed è costato la vita a decine di persone partite per un viaggio chissà da quanto sognato, dal quale non sono tornate.

A Taranto – notizia a carattere “riservato” che però stamattina tutti abbiamo letto nel Sole 24 Ore – una squadra messa in azione dal Commissario Bondi sta progettando a tempo di record la rapidissima riconversione dell’alimentazione delle lavorazioni dell’acciaieria dei Riva, o almeno della sua parte più inquinante, dal carbone a risorse fossili gassose: intervento che riducendo l’inquinamento di oltre il 60%, “… potrebbe trasformare Taranto in un gigantesco laboratorio della nuova modernità industriale ed energetica”, come scrive il Sole in prima pagina. Bene.

Però, pur sempre di fare solo ora ciò che mai si è pensato di fare, o di far fare, o di ordinare o impedire di fare, si tratta. In una situazione che direttamente o indirettamente coinvolge da decenni vita e benessere di centinaia di migliaia di persone e che da sempre è nota ai tanti inutili guardiani, garanti, vigilanti, responsabili e truppe varie dell’eterna trattativa e della diuturna intermediazione in cui naufraga ogni giorno il decentramento amministrativo discusso già dall’Assemblea Costituente.

C’entra o no tutto questo con il dato ben noto che in questo Paese è l’appartenenza, la devozione, o almeno la fedeltà, il criterio che guida le scelte di chi chiamare a compiti difficili, e che solo quando è urgente rimediare ai disastri causati dall’incompetenza e dalla noncuranza dei mediocri si corre a chiamare i capaci non condizionabili, salvo liberarsene in fretta appena passata l’emergenza, anche per prevenire, non si sa mai, l’insorgere di dirompenti ambizioni?

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Un commento a Siamo bravi. Noi italiani intendo.

  1. Chicca 23 settembre 2013 at 11:39 #

    Il nostro sembra un paese di mediocri, clientelari e amiconi. L’eccellenza c’è eccome, ma la si richiama solo in caso dicatastrofe, e nemmeno sempre.

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