State of the Union & UE

di Gianmarco Mensi

In nottata il Presidente Obama ha pronunciato il suo quinto discorso sullo Stato dell’Unione, che si e’ fondato su alcuni temi attesi: meno truppe all’estero, piu’ controlli informatici, meno armi in circolazione, piu’ ricerca e sviluppo e cantieri pubblici per ridurre la disoccupazione. Non sono mancate le novita’: tutti a scuola a 4 anni, scala mobile per la paga minima e grande accordo commerciale con la UE. E’ proprio cosi’: invece dell’Asia, assolutamente centrale nel primo mandato, il Presidente conta di aumentare la prosperita’ degli USA con un nuovo, grandioso accordo commerciale bilaterale con l’Europa. Il piano e’ stato confermato oggi dal Presidente della Commissione Barroso, precisando che le trattative incominceranno in primavera. Come insegna l’economia internazionale le opportunita’ sono enormi, soprattutto se si pensa alla possibile nascita del piu’ grande mercato comune della storia. Ma ci sono anche innumerevoli rischi: riuscira’ l’Europa a salvaguardare i propri interessi aumentando il benessere collettivo o sara’ succube dello strapotere contrattuale americano? Potra’ l’attuale dirigenza UE, indebolita da un atteggiamento euro-scettico della Gran Bretagna (e, in misura minore, della Scandinavia), essere all’altezza del compito alla vigilia delle consultazioni tedesche e ad un passo dalle prossime elezioni europee? Vista l’attuale stagnazione, opportunita’ cosi’ potrebbero risolvere molti dei nostri problemi economici. Ma ad alcune condizioni: che non si conceda troppo al partner commerciale pur di siglare uno “storico” accordo e che si decida di giocare ad armi pari anche sul fronte della politica monetaria e del tasso di cambio delle valute.

,

2 Commenti a State of the Union & UE

  1. michele 13 Febbraio 2013 at 18:17 #

    Argomento affascinante e discorso da leggere e studiare con la massima attenzione per la novità che si traduce in un mutamento di strategia inatteso e molto importante per un’Unione Europea che in via di fatto non ce la fa a diventare veramente tale.
    Perché non è stato l’ultimo tra gli ostacoli incontrati dai sostenitori di uno sviluppo in senso propriamente “politico” di una realtà europea radicata solo sul terreno dell’economia e persino in questo limitata da un mai morto spirito interstatuale che nelle occasioni più importanti impone prassi intergovernative, la cultura di un ceto dirigente americano di vista un po’ corta, sempre troppo convinto dei propri modelli, a partire dal proprio assetto costituzionale, ed esageratamente scettico verso ogni altra scelta.
    Ma adesso chi glielo dice a Cameron e ai conservatori inglesi che Obama ha deciso di chiedere il numero di telefono a Barroso, proprio quando stavano riuscendo a piazzare colpi sotto la linea di galleggiamento della flotta di un’alleanza continentale che, magari pensando f a certi precedenti storici, temono intenda attraversare la Manica e “invadere” il Regno Unito?

  2. xrobertox 13 Febbraio 2013 at 23:21 #

    USA ed EU. Solo quando le U dei due acronimi avranno il medesimo significato politico gli accordi saranno di reciproca convenienza.

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.