Draghi a Madrid

di Gianmarco Mensi.

Il Presidente Draghi ha appena terminato una sessione a porte chiuse con il Parlamento spagnolo. L’incontro, che avrebbe dovuto rappresentare una tappa importante nella richiesta di aiuto alla UE da parte della Spagna, si e’ trasformato invece in una visita a sostegno di Madrid. Draghi ha posto l’accento sia sui duri sacrifici patiti dalla popolazione che sui notevoli progressi registrati dall’economia iberica, in particolare sul fronte delle esportazioni. Ha poi ribadito che la BCE puo’ attivare il programma d’acquisto OMT solo se si verificano due condizioni: che il paese in questione chieda sostegno formale, sottoscrivendo impegni precisi sul piano della disciplina fiscale, e che sussistano condizioni di stress sul mercato finanziario tali da precludere una corretta trasmissione della politica monetaria europea. Draghi ha poi sottolineato l’importanza della realizzazione del progetto di supervisione bancaria unificata, la cui legislazione attende l’approvazione finale degli organi comunitari.

I temi toccati oggi non rilevano solo per la Spagna: le esportazioni rivestono un ruolo fondamentale per il rilancio delle economie periferiche, Italia in testa. La questione e’ strettamente collegata all’eccessivo apprezzamento dell’Euro verificatosi nelle ultime settimane: se ieri, con una pessima scelta di tempo, il capo della Bundesbank aveva tuonato contro chi preme per un’euro debole, oggi il Presidente Draghi si e’ rifatto al comunicato del G7, che analogalmente alle ultime dichiarazioni della BCE stigmatizza il comportamento del Giappone. La politica economica inaugurata dal Primo Ministro Abe, infatti, ha comportato un eccessivo e repentino indebolimento della divisa nipponica nei confronti di tutte le principali valute. Questo weekend, al G20 di Mosca, di yen e di cambi si parlera’ a lungo.

 

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