Editoriale

di Giancarlo Santalmassi

Mario Monti, presentando ieri a Brescia la sua squadra di candidati, ha detto che vuole riunire non i moderati, ma i riformatori.
Nel 1972 intervistai per “AZ un fatto come e perché” l’allora ministro della Pubblica Istruzione Riccardo Misasi.
Era accaduto un fatto grave: molte scuole erano occupate in tutta Italia, a Roma stava per cominciare il processo per l’attentato di Piazza Fontana (sospeso dopo poche udienze e atti inviati a Milano per competenza. da dove poi finì a Catanzaro!) ed erano stati addirittura arrestati due studenti di un liceo occupato.
In casa.
All’alba.
Misasi la prese molto alla larga, e dopo un lungo giro di parole concluse con questa frase: “…E’ chiaro che per tutti questi motivi la scuola italiana va riformata”.
Io replicai: “Se non ci fossero motivi, noi non saremmo qui. Me la rifà dicendo qualcosa di concreto per piacere?”.
Praticamente me la ripetè in fotocopia. Il siparietto finì sull’Espresso per la penna di Sergio Saviane, inventore del neologismo ‘mezzobusto’ per indicare i conduttori TG.
Monti, per favore: che ci sia bisogno di riforme lo sappiamo. E sappiamo anche quali. Ci dica come. E soprattuto dove prende i soldi.

,

Commenti chiusi.
I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.