La maledizione della prima poltrona

Speciale: elezioni siciliane
di Gianpiero Caldarella

“Cu è u prossimu ch’annu a futtiri?” In Sicilia è questa la domanda che dovrebbe accompagnare le elezioni regionali: “Chi è il prossimo che devono fottere?” Altro che banco di prova per le politiche, quello della Sicilia è il ceppo del macellaio. Un colpo e zac, Cuffaro in galera. Non ci avrebbe scommesso nessuno qualche anno fa, e invece pure u Signuruzzu gli ha voltato le spalle. Poi un altro colpo e zac, fuori Lombardo e il profumo di arance che viene dalla galera è arrivato fino a Catania. Pure i proverbi qua stanno cambiando. Non si dice più “cu è scimunitu resta a casa”, perchè con l’aria che tira, quelli scaltri restano a casa e purtroppamente, la frase che circola ora è: “cu è scimunitu fa il governatore”. Cioè, si dice che c’è una maledizione dietro quella poltrona, che non c’è due senza tre e che un operaio del petrolchimico di Priolo, nel reparto CFC, cloro-fluoro-carburi, oggi rischia meno di un governatore della Sicilia. Sono aspirazioni che si pagano care, dicono.
Tutti a guardarsi le spalle, la colazione Pd-Udc di Crocetta dice che dietro il Pdl di Musumeci ci sono gli amici di Berlusconi. La coalizione di Musumeci dice che dietro la colazione di Crocetta ci sono gli amici di Cuffaro. E dietro la coalizione di Miccichè c’è Lombardo. E dietro alla coalizione di sinistra della Marano c’è Fava e dietro di lui gli amici di Vendola. E dietro Cancellieri del Movimento Cinque Stelle c’è Grillo e dietro Grillo c’è Casaleggio. Tutti dietro pare che stanno e gli si è girato pure l’occhio a forza di guardare alle spalle. Ma perché non vogliono guardare davanti? Perché sennò rischiano di vedere il loro destino, quello della maledizione della poltrona del governatore.
Il destino degli uomini, si sa, cambia come il vento, però il coraggio di questi uomini è una cosa enorme, abominevole. Lo sanno che vanno incontro al martirio, che dovranno fare i salti mortali tripli con avvitamento sulla tangente dell’ipotenusa del termovalorizzatore di Paternò, però sono gli apparati di partito quelli che gli devono venire incontro. Non li devono scoraggiare, li devono pompare, “bummiare”, dopare come i cavalli nelle corse clandestine. Devono in tutti i modi impedirgli di intravvedere il loro destino, che sennò vanno di matto e in tal caso un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio, non glie lo leva nessuno.
Certo, noi osservatori lo dobbiamo capire quanto conta il movimento di Grillo, di che salto è capace di fare, se passa dal terzo al secondo al primo posto. “’Sti luocchi”, dicono i mafiosi apostrofandoli come sciocchi e intanto cercano di capire come smontarli. Perché fino a quando si facevano i comizi in piazza dei comunisti bastava controllare le piazze e i vicoli e tutto era a posto. E quando sbagliavi il cane del padrone mordeva, con un appetito che sfiorava quello del padrone. Poi i post-comunisti-centro-democratici hanno pensato che era meglio vedersi per l’aperitivo, che quelli del Pd sono very strong, ci sono certi miscugli nei coctell che si portano la testa. Avete mai assaggiato il Party Dancing con una spruzzata di Uscimunitu Dormi Cantannu? Però per gli aperitivi rinforzati, che si mangia, si stuzzica e si odoooooora, lì è Micciché che gli dà in testa a tutti. I Pieddiellini invece, specialmente con questa liderscip, sono rimasti un po’ all’antica. Grandi amanti delle cene al chiaro di luna calante, se non ci sono le posate d’argento manco lo guardano il piatto e anche sui menù vorrebbero tirare fuori quelli dei cari vecchi nonni, con bevande gagliarde e ricostituenti come l’olio di ricino, però mancano i produttori. Oggi non si produce più un mazzo in Sicilia e per questo quando i destrorsi parlano di lavoro diventano paonazzi e incazzati. Che una volta tutti promettevano un lavoro e tutti ci credevano. Oggi invece certuni sono trattati peggio dei testimoni di Geova quando promettono la vita eterna. “Ma che cabbasisi vuoi? Non mi fare perdere tempo, sono ateo, apartitico e nullafacente”. Grillo dice che non funziona più questo metodo, perchè se ti danno il posto, poi non ti danno lo stipendio. E se posto non c’è n’è più allora per i grillini è meglio mettersi in cammino, in gruppo, col boccione di vino in mano. Speriamo che nessuno ci sputi dentro. E infine ci sono i vendoliani e i verdi, che loro bevono pure vino, però biologico che se ne capissero un po’ di meno di campagna e un poco più di campagna elettorale, avrebbero potuto fare l’inno del partito col pulcino bio, che è il pezzo più suonato dei venditori abusivi di musica masterizzata ambulante sui carrettini nei mercati popolari di Palermo.
Ma la campagna sta finendo e già tutti vorrebbero pararsi il culo prima del tempo. Bersani dice che il Pd è stato tradito da Lombardo, ma pare che a nessuno glie ne importa un fico d’india. Ieri dicevano di essere stati traditi da Rifondazione. Domani diranno che sono stati traditi da Monti. In pratica, hanno mandato a puttane più matrimoni loro che Liz Taylor.
Quelli del Pdl dicono che sono stati traditi da Miccichè. Quelli di Fava dicono che quelli di Crocetta gli stanno remando contro e che forse la segnalazione sull’irregolarità formale della candidatura di Fava è partita da loro. Insomma, ancora nessuno si è seduto sulla poltrona del governatore e tutti sembra che stanno pigliando le distanze. E c’è chi dice pure che forse il vincitore rinuncerà alla carica come ha fatto Sartre per il Nobel.
Sarebbe una minchiata, la maledizione è legata solo a quella dannatissima poltrona. Basterebbe pigliarla e spostarla nella discarica di Palermo, a Bellolampo, e sarebbe tutto risolto. E da lì, magari un giorno, passerebbe un pazzo col cervello bruciato dal sole a sedersi in mezzo ai topi e a vecchie plastiche consumate. Onore al Governatore di Bellolampo!

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