Editoriale

Ecco, piaccia o non piaccia, la seconda fase di Monti.
Dopo le tasse lacrime e sangue, i tagli, ovvero a aperto il fascicolo Bondi.
Lo avevo previsto. Chi segue questo sito lo sa.
Indignato anch’io da una finanziaria vecchia maniera (ma l’unica fattibile in 24 ore – tanto mancava al fallimento – stante l’arretratezza del sistema italiano in materia fiscale) invocavo la fase dei tagli non in inverno, ma prima dell’estate. Per motivi politici di gradimento del governo presso gli italiani.
È arrivata in autunno.
Col sennò di poi, Monti ha fatto bene.
Andava aiutato. E l’aiuto più poderoso lo ha avuto dalla pessima amministrazione locale. Gli scandali che stanno travolgendo le regioni di oltre mezza Italia, gli hanno spianato la strada verso tagli pesantissimi, alle regioni, alla sanità (spesso la cassaforte e delle ruberie) ai costi della politica.
Sarà bene ricordarlo quando si voterà. Se resta il porcellum, come tutto lascia prevedere, Berlusconi tenta il colpo di coda rivitalizzante. E Bersani potrebbe finire con lo stravincere quello che diventerebbe un referendum contro Monti.
Insomma, l’Italia ora é un po’ come gli Stati Uniti, dove la Goldman Sachs si ė schierata con Romney per riavere mano libera nella finanza rampante che ha travolto il mondo, e non vuole nemmeno le poche regole reintrodotte dall’attuale presidente americano

Gcs

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