Editoriale

Monti c’è ed ha battuto un colpo. Durissimo.
Conscio che la fase due andava accelerata al massimo (come avevo scritto su questo sito), che non riusciva ad avere i numeri nemmeno dalla ragioneria dello Stato per poter vedere dove erano più opportuni i tagli della spesa, e finalmente cosciente del fatto che la mucillagine dei poteri italiani stava per avere il sopravvento, soffocandolo e uccidendo con lui il paese (la logica del tanto peggio per l’Italia tanto meglio per noi corporazioni), Mario Monti ha tirato fuori dalla propria esperienza il colpo d’ala auspicato da chi è contro proprio il ‘tanto peggio tanto meglio’.
Bondi è l’uomo giusto. Attenzione: per tagliare, non per far crescere (ricordatevi l’esperienza a Parmalat. L’ha salvata, ma poi è stato sostituito perché aveva perso molti autobus per la crescita dell’azienda. D’altra parte ‘salvare’ è un mestiere, ‘far crescere’ è un altro). Ma il taglio è la premessa che Bondi deve dare a Monti perché possa lui pensare poi a come far crescere.
Non basta. Per disboscare la selva degli interessi Monti è intervenuto su altri due capitoli di spesa assai significativi.
Con la nomina del prof. Giavazzi (a quando dopo le accuse alla trilaterale una requisitoria contro la lobby del Corriere della Sera?) mira a diradare anche la selva dei favoritismi ingiustificati dei sussidi alle imprese (una leva che altera la concorrenza oltre ad alimentare un fiume di malcostume).
Con la nomina di Giuliano Amato alla elaborazione di un piano di finanziamento della politica, ha scelto un uomo (un politico) equilibrato: contrario alle spese folli cui sono stati inclini tutti i partiti nessuno escluso, ma alieno dalle suggestioni dell’antipolitica, dal qualunquismo del ‘a quelli lì nemmeno un euro’.
Monti ha avuto netta la sensazione di essere a un passo dalla morte per asfissia.
E ha battuto un colpo. Aidace, se si pensa che tra qualche giorno si vota per le amministrative.
Che effetto farà sui partiti?

(Leggo che Monti ha avuto l’audacia di criticare chi l’ha preceduto.
Era ora anche questo.
Basta con i ‘grazie al centrodestra’ e i ‘grazie al centrosinistra’ perché da loro derivava la sua sopravvivenza in Parlamento. E ricordare puntualmente chi e come non ha fatto nulla per cambiare le cose. Anzi.
Voglio ricordare che Berlusconi giustificò in TV gli evasori ‘…se le tasse sono troppe è giusto evadere…’; che Previti giustificò i suoi fondi neri con cui furono corrotti magistrati per avere sentenze favorevoli con ‘il motivo di evadere le tasse’.
E ho fatto i conti su questo sito degli affetti che ha avuto sulla mia pensione la falsa abolizione dell’ICI sulla prima casa. Una decurtazione di centinaia di euro il mese per l’aliquota aggiuntiva a favore di regione e comune sostitutiva dell’ICI, appunto.

GIANCARLO SANTALMASSI

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2 Commenti a Editoriale

  1. michele 1 maggio 2012 at 11:05 #

    Bene, benissimo!
    E se ai partiti non sta bene, votino contro: è prerogativa dei “loro” gruppi parlamentari.
    E facciano cadere il Governo.
    Poi aspettino gli effetti…..
    Qualcuno crede davvero che lo faranno?
    M.G.

  2. Pasquale 1 maggio 2012 at 19:15 #

    Per qualcuno le decisioni di Monti sono colpi d’ala nel momento della sensazione di essere sul punto di morire d’asfissia, con soluzioni azzeccate nella scelta di tre nomi: Bondi, Giavazzi, Amato (non si capisce perché non Fassina).
    Quell’Amato che il 10 marzo 1993, recatosi al Senato come Presidente del Consiglio per ritirare il famigerato Decreto Conso anticorruzione, essendovi scoppiata una delle solite gazzarre, mussolinianamente dichiarò: Alla fine di questo mandato, avvenga tra un giorno, avvenga tra un mese, avvenga più oltre, sarà comunque la fine della mia esperienza politica.. Nessuna promessa fu più da marinaio di questa. Quella volta si dimise una decina di giorni dopo, sostituito da Carlo Azeglio Ciampi, un altro “tecnico” che fece molta strada, lui. E ce lo ritroviamo ancora (Amato) tra i piedi, anche se regolarmente non eletto.. .
    Per altri questi sbatacchiamenti in punto di morte sono gesti di disperazione.
    Chi vivrà, vedrà.
    Quanto a salvare l’Italia, ci penserà legittimamente Bersani quando avrà vinto legittimamente le elezioni.

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