Editoriale

La politica si sbriciola.

Guardate solo alle primarie: a Palermo se il PD piange dopo l’esito che ha visto clamorosamente perdere la Borsellino candidata da e di Roma, il PDL non ride per niente. Avevano scovato un giovane candidato, 30 anni, Massimo Costa (pensate che sfida: 30 anni a destra contro i 31 a sinistra di Ferrandelli). Ma dopo essersi lasciato accarezzare da UDC e FLI di Casini e Fini, ha piantato tutti in asso. Ma intanto si dimostra ‘seducibile’ e dunque chissà se ancora affidabile.
E Bossi? La Lega, o meglio quel suo leader insulta Monti, lo chiama servo delle banche e dell’Europa, ricuce con Tremonti e detta diktat al sindaco di Verona Tosi: ‘se va da solo, sarà fuori dal partito’.
Pensate che amministrative tra due mesi” col PDL che rischia di perdere il nord e con un ‘non si sa chi e come vincerà’ dovunque.
La politica si sbriciola perché non capisce che a Maastricht fu firmata una rinuncia alla sovranità nazionale. Che piano piano a forza di essere solo per la politica di bilancio, sta diventando anche politica-politica, visto che i vecchi partiti (forse meno che in Germania) si sono dimostrati incapaci di puntare al consenso senza contropartite in spese sociali, inutili o lobbistiche divenute nella competizione globale insostenibili.
È la mancata sovranità degli stati che sta svuotando la sovranità (presunta, aggiungo io, in realtà piccolo cabotaggio elettorale permanente soprattutto da noi) politica dei partiti.
Che maggio sarà quel maggio…….

GIANCARLO SANTALMASSI

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9 Commenti a Editoriale

  1. Pasquale 12 marzo 2012 at 15:03 #

    Se oggi, 13 marzo 2012, la politica si sbriciola perché a Palermo la Borsellino è stata ridimensionata da un trentenne ed un altro trentenne ha idee diverse da quelle di Casini e Fini messi insieme e se Bossi ha dei problemi interni, cosa si può dire che avvenisse il 25 luglio 1993, cinquantenario del 25 luglio 1943, pochi giorni dopo i suicidi di Cagliari e Gardini e qualche giorno prima delle tre bombe di Roma (S.Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro) ed a Milano (via Palestro) , quando Martinazzoli chiudeva la vecchia DC e ne nascevano tre nuove: i centristi di Casini, Mastella e Fumagalli; Il PPI della “solidarietà” di Rosy Bindi che guardava a Segni ed alla Rete di Leoluca Orlando e quella di Granelli che guardava al PDS?
    Caro Santalmassi, anche se oscurerà questo mio commento, un po’ di Storia non le farebbe male.
    Per capire che le società umane, ma forse non solo le umane, non possono sopravvivere senza politica e che non bastano solo i ragionieri i quali, volenti o nolenti
    (ma io direi volentissimi) la politica la devono fare per forza. Come ogni persona che si qualifica come giornalista in quanto colpito solo dalla notizia del giorno.
    Pasquale Cacopardi

    • Giancarlo Santalmassi 12 marzo 2012 at 23:37 #

      Caro Pasquale Leggenda, la politica si sbriciola non perché guardo l’oggi, ma proprio perché guardo la storia . Gli occhiali soliti, quelli che inforca ancora lei, non bastano più.
      Se questo governo tecnico è come quelli tecnici che lei (ed io) ha già conosciuto, si sbaglia e di grosso. Dalle br ad Ambrosoli, dalla chiusura della DC alle bombe, c’era ancora una reazione politica. E non perché di DC ne nascevano altre tre: citando quei tre residui lei vede gli avanzi e non vede l’enorme DC che col nome di Forza Italia si perpetuava con Berlusconi. Che poi servisse solo ai suoi (di Berlusconi) interessi, e meno a quelli di chi gli credeva, è un’altra storia. Le elezioni le ha vinte Forza Italia e non Casini, Mastella nè Fumagalli, ed è perché per il grosso dell’elettorato era FI l’erede, mica gli altri.
      Oggi non c’è reazione. La politica l’unica, l’ultima reazione che ha avuto, è stata quella di farsi da parte. Per il resto è come il magma vulcanico. Si perde in mille rivoli, non sapendo che direzione prendere.
      L’ideale che rappresenta l’Europa l’ha costretta a non potersi ripetere. Ma ripetersi è ancora ciò che la politica così vecchia sa fare. Solo che stavolta non può. Tant’è che Alfano pone veti vecchia maniera, da vecchia DC e persino Casini sta un po’ più avanti, rispondendogli “Così non avrai i voti dei moderati che rappresento io”. Sarà un processo lungo di ricomposizione. L’ha capito subito di più Berlusconi, che per me è il più bravo di tutti a capire, che ha gia detto ‘Con Monti anche dopo il 2014’. Comincia a capirlo il PD se Bersani inizia a immaginare (solo oggi) che la disciplina del lavoro può cambiare. Fa finta di capirlo la Camusso se dice sì alla tav. Strumentalmente, secondo me: sì, per sostenere la legittimazione del suo no alla riforma del lavoro.

      • claudio oriente 13 marzo 2012 at 08:59 #

        Condivido la sua analisi, dottor Santalmassi. Penso che si tratta del solito gioco delle parti, pur se in maniera diversa rispetto al passato.

      • claudio oriente 13 marzo 2012 at 15:22 #

        Egregio dottor Santalmassi, concordo con lei nel sostenere che la politica si sbriciola e che il passato non si può ripetere. E’ vero che che la maggior parte della vecchia DC é entrata in FI, i vecchi volponi erano ben consci che il vento soffiava a favore del partito di Berlusconi che, tra l’altro, godeva del forte appoggio mediatico delle tv del cavaliere. Vorrei aggiungere che é giusto e necessario modificare le dinamiche del lavoro, però bisognerebbe anche mettere il lavoratore in condizione di poter scegliere o cambiare azienda o lavoro, come avviene negli Stati Uniti. In Italia, purtroppo, c’é il terrore, fondato, del licenziamento, quindi, bisognerebbe promuovere adeguate politiche di sviluppo su tutto il territorio nazionale.

  2. Giuseppe 12 marzo 2012 at 23:16 #

    Io credo – e con questo commento indirettamente anche il precedente post di Giardino – che la gente finirà con il votare il meno peggio. Cercherà di rinnovare per quanto potrà, votando magari qualcuno nato almeno nell’era della TV a colori, si sposterà tra centrodestra e centrosinistra alla ricerca di qualche volto nuovo dotato di un po’ di carisma, di leadership e di un pensiero sensato, ma alla fine il tutto si ridurrà alla scelta tra le minestre che propina sempre il medesimo cuoco. Non serve neppure non andare a votare, non è un comportamento che fa cambiare l’offerta politica.
    E’ invalsa ormai nelle persone la delega, l’aspettativa che altri facciano e propongano, è ormai bassissima la partecipazione diretta o la voglia di incidere sulla realtà. Con la lingua sì, tanti bei discorsi, ma con le mani e con il cuore sempre poco. Io credo che ormai gli italiani preferiscano (o sperino) in qualche sorta di dispotismo illuminato (cosa che molti credono sia anche il governo attuale dei tecnici e che tanti credettero pure fosse Berlusconi, l’uomo del fare, il politico che aveva anche lavorato…) piuttosto che cimentarsi con le fatiche e con i problemi di una democrazia seria e responsabile.
    Non so, ho come l’impressione che questi siano tempi in cui, più che sperare di raccogliere, bisogna iniziare una nuova semina.

  3. Pasquale 13 marzo 2012 at 02:35 #

    Caro Santalmassi Illeggibile, questa sua risposta me la metto da parte.
    Per rileggermela, se campo, tra un anno o due e verificare quante baggianate da Illeggibile ha scritto oggi.
    Quoto di più le considerazioni di Giuseppe, che nel commento successivo alla sua risposta da Illeggibile, mette in primo piano le reazioni della gente senza le quali niente può succedere. Che sono reazioni anche quando resta inerte, per capire chi può farle più del male.
    Lei stia pure con i comportamenti quotidiani dei fantasmi della notizia su cui blaterare ogni giorno credendo di poter far su la gente. Che non si fa far su da quelli come lei. Infatti dopo la fine della DC, malgrado le illusioni sue all’epoca e quelle di Occhetto con la sua gioiosa macchina da guerra, la DC la gente l’ha fatta rivivere in Berlusconi per altri venti anni. Magari la gente non crede nella democrazia e spera o si illude in qualche dispota benefico se non illuminato, come dice Giuseppe, ma sa che qualcuno, uno qualunque, non certo la Camusso poverina, deve pur governare. Facendo politica.
    Ma quello che decide la gente è comprensibile. Quello che sostiene lei no.
    Perché lei, da Illeggibile, non capisce né vuole capire. Perché segue un suo banale progetto di parte quando scrive che la politica si sbriciola solo perché le cose di per sé cambiano come è naturale che sia perché la vita e la politica devono continuare ad essere.
    Come avveniva prima che io e lei nascessimo e come avverrà anche dopo la morte mia e sua..
    Se capita dalle parti di Pompei. legga sui muri le scritte elettorali di oltre duemila anni fa.
    Anche se non le servirà molto..

    • Giancarlo Santalmassi 13 marzo 2012 at 04:41 #

      Caro Pasquale Leggenda, le lascio i 20 anni di Forza Italia tutti per lei.
      Io, come lei sa ma finge di non, non ho partito preso. Ma lei può illudersi che il governo Monti sia un governo tecnico come fu quello di Dini.
      E non capisce perché mai Berlusconi a novembre si sia dimesso nonostante avesse larga maggioranza, ma soprattutto nonostante il consenso per il suo buon governo.
      Ah dimenticavo. Per lei Berlusconi è stato cacciato con un golpe.
      Vedo che è rimasto alle scritte di Pompei.
      Mi stia bene.

  4. Ilaria V. 13 marzo 2012 at 09:59 #

    Forse sono off topic ma mi sembra che in questo dibattito siano messe a margine dell’analisi (se non cassate) le variabili della partecipazione popolare agli ultimi referendum di giugno e la scarsissima informazione sugli intenti pratici (leggi programmi) dei vari Cetto Laqualunque del caso. Particolarmente in Sicilia, vedo pupi in mano ai pupari (pure Borsellino è stata un pupo nelle mani di Orlando, e la sconfitta annunciata).

    La distanza tra la ‘ggente e i candidati viene ridicolmente colmata dalle strette di mano al mercato del pesce, dal volantinaggio dell’ultim’ora.
    Il punto è, credo, che la politica non si sta sbriciolando perchè è nato un nuovo corso grazie a Monti e nemmeno perchè i vertici dei partiti continuano a puntare sull’anacronismo dei maneggi da prima/seconda repubblica.
    La politica, quella dei partiti e delle facce note, sta evolvendo in senso furbesco, con metodi vecchi e guerre intestine: cambiamo la classe dirigente, prendiamo il posto dei dinosauri et voilà, il new deal è compiuto. Il gattopardo a macchia di leopardo, da nord a sud. Mentre i grandi sponsor di questo new deal (quelli che ci mettono i soldi) restano ignoti ai più.
    Lo spirito critico degli elettori, nonstante i mille movimenti dal basso sui grandi temi come privatizzazioni, opere pubbliche, resta poi confinato all’interesse a breve termine (come non potrebbe quando ti mancano i soldi per pagare un’esame medico, una retta scolastica, un rubinetto rotto?) e questo fa gioco durante le elezioni.
    L’illusione di non essere eterodiretti avanza.

  5. andrea dolci 13 marzo 2012 at 21:05 #

    Ho un amico che fa politica da indipendente nel PDL e dai racconti che sento mi pare si sia veramene alla fine con politicanti mediocri che in mancanza di termini di confronto degni, si credono la reincarnazione di De Gasperi o di Don Sturzo. Anche qui c’é il metro del disfacimento della politica, ineluttabile conclusione di un’era in cui l’unica ideologia era “dimmi cosa ha detto l’altra parte che io immediatamente ci vado contro”. E d’altra parte non pova finire diversamente con una seconda repubblica nata con la disfida tra un bravissmo e “agile” venditore di detersivi e un burosauro che tanti danni aveva arrecato all’economia italiana sottomettendo il vasto mondo dell’Iri alle piú bieche esigenze dellla politica.
    In fondo, a ben vedere, la seconda repubblica é nata già col seme del governo tecnico.

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