Editoriale

Monti respira. Con il no all’arresto di Cosentino e il no ai referendum elettorali ha superato i due scogli più insidiosi per il suo governo.
Ma non sono svolte indolori.
Sui referendum, come la penso chi segue questo sito lo sa.
In questo caso si possono aggiungere alcune cose.
In attesa della motivazione l’accoglimento del quesito totalmente abrogativo avrebbe creato un vuoto pericolosissimo in una materia delicata. Giuristi preparati hanno detto che la cancellazione di una legge non rimette in vita la legge decaduta con l’introduzione del ‘porcellum’. E quindi non si sarebbe potuto interrompere la legislatura dopo lo svolgimento del,referendum che in giugno avrebbe verosimilmente cancellato la legge che tutti dicono di aborrire.
Accogliendo il referendum parzialmente abrogative, penso che abbia avuto ragione chi teme la creazione di un mostrum peggiore.
Faccio un esempio. Storicamente si cominciò a chiedere l’abrogazione non più di leggi intere, né di singoli articoli, e nemmeno più di interi commi.
Ma si cominciò a ritagliare con le forbicine, i testi di leggi arzigogolate e scritte malissimo, col risultato di dettami molto oscuri e discutibili.
Tanto che – io purtroppo non ricordo più esattamente il testo e se qualcuno lo recupera e me lo manda fa a tutti una cortesia storica niente male – Craxi fece un esempio assai significativo. Ritagliando una frase abbastanza famosa dimostrò che il senso variava clamorosamente. Rendendo possibile quello che era inammissibile: alla fine infatti il senso della frase che non ricordo diventava grosso modo il seguente: “Si autorizza l’esercizio della prostituzione in Chiesa”.
Diverso il caso di Cosentino. Il Parlamento è sovrano. Vero. Ma questa occasione è unica. Infatti la politica, quella dei partiti che hanno dovuto abdicare affidandone la gestione nella fase più difficile a un governo estraneo ai partiti (non alla politica), hanno davanti a s’è una occasione irripetibile: riformare la legge elettorale nell’interesse del paese (e non di un singolo partito o schieramento, ma in favore della funzionalità del sistema) e rivedere, insieme col metodo elettorale, le garanzie dall’elezione di persone compromesse con la malavita.
Un occhio particolare da oggi va messo sulla Lega. La diversità dell’atteggiamento di Roberto Maroni da quello Umberto Bossi getta ombre sul futuro del centrodestra e apre prospettive allo schieramento centrista.
Contemporaneamente Monti viene alleggerito dal fardello di compiti che non aveva in partenza.
E questo potrebbe aprirgli spazi per pulizie migliori nella sua compagine che, come insegna il caso Malinconico, ne ha bisogno.

GIANCARLO SANTALMASSI

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4 Commenti a Editoriale

  1. Pasquale 12 gennaio 2012 at 17:05 #

    h 14.12 – La Camera ha negato la richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino. Presenti 607, maggioranza 304, favorevoli 298, contrari 309.
    Eh già.
    Papa è stato arrestato ed attualmente è in libertà, anche se imputato in un processo che dovrà essere celebrato, prima o dopo.
    Cosentino, imputato in un processo che si dovrà celebrare prima o dopo, in carcere non andrà.
    Ma cosa ha guadagnato – o perso – la GIUSTIZIA dall’arresto preventivo di Papa?
    E cosa avrebbe guadagnato la GIUSTIZIA – o ancora di più perso – dall’arresto preventivo di Cosentino?
    Intanto si è avuta dimostrazione di quale colore sia la reale maggioranza parlamentare alla Camera, l’unica istituzione, assieme al Senato, votata dai circa 40 milioni di elettori e cioé demo-cratica.
    Che siano o non siano, Camera e Senato, capaci di varare una legge elettorale più accettabile per tanti della quale si discute da prima del referendum Segni dell’aprile 1993 e della conseguente legge maggioritaria di Mattarella del 4 agosto 1993 sotto il governo Ciampi, fin da subito “insoddisfacente”. Tutte le altre istituzioni, a cominciare dal Colle e da Palazzo Chigi, se lo sognano.

  2. Gianmarco 12 gennaio 2012 at 22:07 #

    Caro Giancarlo, gran bell’Editoriale, come sai fare tu. Anche se stavolta hai fatto trasparire la tua malcelata delusione. Ricordandomi l’impeto con cui hai promosso il referendum, la tua pacatezza risulta alquanto forzata. Forse perche’ anche tu hai paura, come i giudici della Consulta, di quello che sarebbe accaduto se avessero approvato i quesiti. O forse perche’ ora c’e’ Monti, e non Berlusconi. Resta il fatto che lo spirito del plebiscito, uscito vittorioso dalle urne grazie anche alla spinta dei tragici eventi in Giappone e Nord Africa, rimarra’ affranto e deluso. Perdera’ forza e impulso. Non resta quindi che riporre le nostre migliori speranze nella saggezza del nostro Presidente e del nuovo Primo Ministro. Bisogna augurarsi che non si limitino a rispettare forme e usi di un sistema palesemente inadeguato ad affrontare le emergenze che assillano l’Italia, e che anzi propongano con successo al Parlamento un nuovo sistema di regole democratiche in grado di permettere al popolo Italiano di scegliere, in modo democratico, un governo che sia in grado di agire ed essere responsabile delle proprie azioni. Nel bene e nel male, raccogliendo i frutti del proprio lavoro o pagando il prezzo del fallimento. Senza trucchi o inganni, ma sempre orgogliosi di essere Italiani, sia come comunita’ nazionale che come componente imprescindibile degli Stati Uniti d’Europa.

    • Giancarlo Santalmassi 13 gennaio 2012 at 07:30 #

      Caro Mensi,
      Grazie per il commento.
      Qualche chiarimento lo debbo.
      Certo che mi sono impegnato per il referendum. La legge elettorale era e resta indecente. E la vorrei cancellare al più presto perché indegna di un paese di democrazia moderna.
      Ma sono un giornalista, e non faccio il tifoso, ma l’analista. Il mio ardore all’epoca era di reazione al si
      Enzo criminale che circondava la raccolta delle firme. Le televisioi e i giornali, d’estate parlavano d’altro. Io stesso ho faticato a trovare un banchetto cui poter firmare. E che sia stato raccolto oltre un milione di firme in 20 giorni (è questa la realtà) è un problema che i partiti faranno bene a tenere molto presente se non vorranno scavarsi la fossa e il fossato definitivamente tra sè e il sentimento degli elettori.
      Non tifo nemmeno per Monti. Tifo per chi fa cose che servono a non affondare il paese. L’avrei fatto perfino per Berlusconi (è questo che non capisce Cacopardi), se avesse fatto quello che prometteva in campagna elettorale. Invece il venditore di brillantina ha continuato a vendere brillantina, a dire che il capelli ricrescevano folti e forti ed erano i migliori che si potessero avere. Invece eravamo tutti calvi.
      Allora tra l’ammissibilità del referendum che mette a rischio Monti e l’esistenza stessa del paese, preferisco quest’ultima. Così come non tifo per Cosentino. Ma se la sua condanna al carcere avesse dovuto dire la fine del governo ancora metto il paese al primo posto. Non ne sono entusiasta. Ma hai mai sentito parlare dei compromessi? Ebbene questo è il caso. Adesso però che si faccia tutto quello che si deve fare, altrimenti il prezzo diventa troppo salato. E i forconi in agguato.

  3. Cesare Manfroni 14 gennaio 2012 at 00:30 #

    Caro Giancarlo , mi auguro di no ma credo che le tue speranze siano lontano dall’avverarsi.
    Se non si capisce che la Crisi ha origini lontane nel tempo e nello spazio , se non si riesce a fare una adeguata e approfondita diagnosi le terapie adottate saranno solo tentativi destinati a fallire.
    Del testo una malattia così’ grave non si cura con l’aspirina .
    Bisogna anzitutto non solo andare a Bruxelles , Parigi o Berlino ma anche a Pechino o New Delhi.
    Leggi cosa ha scritto Ciampi nel recentissimo libro : questa e’ una terza guerra mondiale peggiore delle precedenti.
    Allora siamo risorti anche grazie al piano Marshall ; oggi forse per l’Europa ci vuole qualcosa di simile ; come bisogna cominciare a lavorare molto di piu’ per produrre in modo da essere competitivi.
    Di pari passo bisogna eliminare la moltitudine di sprechi e fare cassa, senza svendere, con il patrimonio dello Stato non utile a fini sociali.
    Altro che baloccarsi con tassisti, farmacisti o edicole perdendo tempo con provvedimenti di nessuna utilita’ per superare la crisi . Sono solo bersagli indicati per non far vedere bersagli molto piu’ importanti , ma intoccabili , e distogliere da questi ultimi l’attenzione della opinione pubblica, con la complicita’ di tanti giornalisti ignoranti di cose economiche e ligi a servire i potentati di turno , magari perche’ convinti di far bene.
    Ci dobbiamo sorbire tutti i giorni lezioni di economia da industriali e loro rappresentanti sindacali che se sono sopravvissuti lo devono solo ai soldi che hanno succhiato
    a ” pantalone” ; per non parlare dei grandi manager di Stato , e anche privati, che hanno collezionato solo dissesti e corruzioni ( dallel linee aeree alle ferrovie , dalle industrie metalmeccaniche a quelle navali, dalle banche alle municipalizzate ; e chi piu’ ne ha piu’ ne metta ).
    Che fare ? Rilanciare la partecipazione dei cittadini alla politica ; una politica adeguata ad un mondo globalizzato. E per chi come noi non ha materie primi o altri beni rifugio – materiali o immateriali – promuovere il lavoro come unica risorsa per accrescere produttivita’ e di conseguenza benessere adeguato ai tempi. Non certo quello che abbiamo conosciuto negli anni pre crisi.
    E’ un confronto comunque complesso ed interessante e grazie per averci offerto questa opportunita’ su questo tuo “palcoscenico”.
    Cesare

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