L’Italia e la Compagnia di Gesù

Caro Direttore, dopo aver letto il tuo ampio editoriale e qualche giornale (registrando un primo, incoraggiante scongelamento delle capacità di analisi di molte firme grandi, medie e piccole), rilevo tra l’altro che tra i padri veri o presunti di un Esecutivo ben diverso sia dal precedente( e anche dai pregressi), rilevo, salvo errore, l’assenza di un nome, quello del Cardinale Bagnasco, che per me è il suggeritore più acuto e autorevole, pur se elegantemente sommesso, del forte impegno cui si accinge parte rilevante e prestigiosa dell’intellettualità cattolica, che pesa eccome nel nuovo Esecutivo.
Da almeno un anno i suoi moniti e i suoi appelli aprono la strada al ben più recente via libera di un altro e più importante Cardinale, Tarcisio Bertone, un po’ appesantito dai doveri di Primo Ministro, la cui veste nera con fascia di porpora compare in tante ….foto a fianco del precedente Premier e dei suoi Ministri.
E quindi, anche se non farà piacere a tanti, è alle (ricche) riserve della Repubblica, Università, Banca d’Italia, Capi Azienda, che Monti, che ne fa parte, ha attinto, spalleggiato da un Napolitano la cui lunga storia politica anziché un peso si rivela sempre più una risorsa. Ed è il Corrierone a segnalare per primo in un pezzo di ieri, che la matrice della scuola e della cultura dei Gesuiti che accomuna un numero consistente di Ministri e di altri titolari di elevate responsabilità, sembra da annoverare ormai stabilmente fra quelle riserve. E sarebbe offensivo, più che fuori luogo, proporre un qualunque raffronto con chi c’era sino ad una settimana fa, e i tanti altri che ancora ci sono. Ci riflettano, i politici, soprattutto i più lontani da quella matrice: la scelta del personale politico, quale che ne sia l’orientamento ideologico e culturale, è una variabile strategica, non un contentino per i pignoli , e che i confronti possono risultare disastrosi, al cospetto di un’opinione pubblica sperabilmente resa meno ingenua dalle recenti esperienze, e comunque provvista, sol che lo voglia, di centinaia di finestre televisive e migliaia di canali Internet persino sovraccarichi di informazioni e, ormai lo abbiamo imparato, sovraffollate di immagini.
Certo, l’assenza del raccordo politico che figure come Amato (non è dei loro?…Mah!) e, in altro senso, Letta, può pesare seriamente. Ma il Presidente Monti viene dal severo training di 10 anni di Commissione Europea, e forse per questo già ieri si è letto di una sorta di Direttorio ombra dei vertici di tutti i partiti che si sarebbe inventato, affinché, ad intervalli serrati e ogni volta che si parli di cose serie, dovrà assumere impegni chiari sull’azione del Governo.
Certo, tutti noi conosciamo la favola dello scorpione e della rana (Di Pietro per esempio fa sapere che lui “non criminalizzerebbe i nuovi Ministri”: per ora…). E la carcassa di qualche rana vittima in buona fede del DNA di qualche scorpione, giace già sul fondo limaccioso della nostra politica.
Diciamo allora che nei rispettivi curricula si rivela senza fatica che alla competenza ella riconosciuta buona fede che viene accreditata al nuovo Governo, si affianca l’accortezza necessaria per scegliere eventuali passeggeri, e se non può rifiutarli, può sempre rispondere che di attraversare lo stagno non se ne parla, e che si rassegnino a risponderne, nel giorno, molto, molto prossimo, in cui dovranno chiedere il consenso elettorale che, come sperano tutti, li riporti al potere.
MICHELE GIARDINO
P.S. Non so cosa ne pensi tu, ma io manderei un grande “Bravo!” al preannunzio di quella che dovrebbe essere la prima, vera decisione del nuovo (quasi) Premier, di partire entro due o tre giorni, non due o tre mesi, per un giro nelle capitali europee per spiegare, lui che può farlo, che l’Italia fa sul serio, adesso.

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Grazie per questo intervento. Riconosce che il nostro ENA (la grande scuola di formazione di classe dirigente, perla della Francia), l’unico luogo di formazione di civil servant in Italia, resta anche il più antico: la chiesa e il cattolicesimo.
E se il direttorio dei partiti in collegamento con la scialuppa salvataggio del paese, rappresentata da Monti, ci sarà, tanto meglio.
Significa che una fetta di persone colte e consapevoli in questo paese esiste ancora e ha deciso che si deve imprimere una svolta irreversibile. Pena la nostra cancellazione dall’emisfero avanzato del mondo e l’ingresso a pieno titolo nel terzo mondo. Un’operazione di cui – se riuscirà – la politica dovrà essere grata a Monti, a Napolitano e al ‘mercato’ che l’ha imposta.

GCS

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