S&P condizionata dai media e non dalla realtà italiana?

Ma che dice Berlusconi?
In cambio dell’aiuto che la BCE ci dà da un mese, acquistando nostri titoli (e non senza traumi politici, come le sconfitte della Merkel, e pesanti contraccolpi tecnici, come le dimissioni di Stark), l’Italia ringrazia con:
mancanza di misure per la crescita,
litigiosità della maggioranza,
e fragilità del governo.
Occorreva altro perché S&P declassasse il nostro paese?

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7 Commenti a S&P condizionata dai media e non dalla realtà italiana?

  1. Ilaria V. 21 Settembre 2011 at 11:51 #

    Non ho resistito…(vorrei un Elio Petri vivo, oggi)
    http://youtu.be/SwSLMLwsKvs

    • Alessandro 21 Settembre 2011 at 12:08 #

      Grazie Ilaria,
      mi hai strappato un sorriso…
      Cio’ che temo e che le cause sopra enumerate (litigiosita’ e fragilita’) sono le stesse che hanno affossato l’ultimo governo Prodi, o non vi ricordate che ogni occasione era buona affinché ogni ministro, sottosegretario, usciere, portaborse, autista, portinaio, lustrascarpe e perfino il ragazzo del bar di fronte alla sede del PD, desse la sua versione?

      • Michele 21 Settembre 2011 at 12:41 #

        Purtroppo hai ragione, Alessandro.
        E’ un’intera generazione di politici che da decenni conferma quotidianamente un’inadeguatezza che cresce sempre senza raggiungere mai lo zenith e che ha molte ragioni, diverse da gruppo a gruppo (o da orda a orda, se si vuole), tranne una che é comune a tutti: la convinzione cinica e incosciente che “tanto non succede nulla”:la stessa che manda operai su impalcature insicure, o sotto secchi pieni di ogni genere di materiale incendescente o nocivo, o davanti a macchine obsolete e pericolose. Ma attenzione! Senza che neppure chi è esposto al pericolo si ribelli, appunto perché “tanto non succede niente”, s’intende, in un altro senso.
        Le generazioni uscenti hanno fatto progredire il Paese, ma non ne hanno estirpati i difetti endemici. Neppure ci hanno provato, Tanto, appunto, non succede niente.
        Ecco perché la rozzissima sollecitazione a saltare direttamente da questi matusalemme inamovibili e (tutti) disperati al solo pensiero di scendere dalla giostra, a quarantenni che per ragioni anagarfiche non hanno vissuto gli anni dei trionfi di un potere irresponsabile e ignorante (se non ricordoi male fu Cossiga dichiarare una volta qualcosa come: “Noi credevamo davvero che i soldi non sarebbro mai finiti”), presenta certo dei rischi,ma è molto meglio delle certezze che gli attuali comunque ci assicurano..
        Sul come fare per arrivarci, so bene che ci sarebbe da discutere a lungo, ma non mi sembra questa la sede giusta.

  2. Ilaria V. 21 Settembre 2011 at 12:31 #

    Vero Alessandro.
    Quello che penso è che non possiamo più appellarci al colore politico (in ogni sua caleidoscopica collazione di partiti) del governo per la risoluzione di problemi di base.
    Il nostro peccato più grave (di noi italiani) è essere analfabeti di ritorno.
    L’ignoranza e l’indifferenza generano la malattia della non partecipazione. Chi crede d’essere libero e genuino perchè ignora (la cultura, i libri, il senso civico, le leggi) non è più, oggi, il contadino pasoliniano ma il tronista di Maria De Filippi o il bimbominkia impiegato alle poste, che desidera la Wii e le vacanze a Sharm El Sheik (luogo peraltro bellissimo).

  3. Ilaria V. 21 Settembre 2011 at 13:07 #

    @Michele:
    pensi che, nonostante abiti da quattro anni in sicilia, non cambio la residenza per il desiderio di restare cittadina di Firenze e poter votare CONTRO Matteo Renzi, in qualunque forma di agone politico intederà cimentarsi.
    Così per spiegarsi…

    • Alessandro 21 Settembre 2011 at 13:25 #

      Cara Ilaria,
      leggo analfabetismo di ritorno e penso che mi leccherei le dita se davvero fosse solo quello.
      Tanti sono analfabeti che nemmeno sono partiti, tanti sono distratti e poco coinvolti, troppi sono aridi: non hanno ideali, non hanno idee, non hanno illusioni, non hanno fantasia, ne’ coraggio, ne’ speranze e così’ via.
      Persone che vedono in Berlusconi un modello, che credono l’immigrato un nemico, che vivono le città’ da ospiti.
      Mi piacerebbe raccontarvi lo shock culturale di vivere in America, la vera america del Mid West, sarebbe forse illuminante, ma vi rattristerebbe molto.

  4. Ilaria V. 21 Settembre 2011 at 15:42 #

    Ecco, quando penso alla provincia americana e ne faccio paragone con molti terribili luoghi sulla terra, riesco ad apprezzare persino…faccia lei.

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