Un baratto

Allora, l’accordo c’e’: la Lega voterà il processo breve, in cambio di una rapida approvazione del federalismo municipale garantita da Berlusconi. A parte che sul federalismo in discussione, tutti sono incerti perché non si sa quanto costerà mentre si sa che si tradurrà Certamente in un altro aumento delle tasse. Ma la cosa più distruttiva si troverà sull’altro piatto della bilancia: il processo breve. Si vuole snellire la giustizia – dalle lungaggini indecenti – non dando i mezzi, anche procedurali e normativi e non solo tecnologici e organizzativi che servono ai magistrati. Ma semplicemente con una sostanziale abbreviazione della prescrizione. Mi ricorda tanto le polemiche anni ’60, sulla custodia (eufemismo: carcerazione bella e buona) preventiva: quella cui viene sottoposto chi e’ in attesa di giudizio. All’epoca per evitare che autori di efferati delitti uscissero di galera per decorrenza dei termini (causa tempi processuali sempre più lunghi), si legifero’ l’allungamento della custodia. Ricordo un dibattito televisivo su ‘AZ.: un fatto come, perché’. Invitai il prof. avv. Adolfo Gatti, uno dei padri della scienza forense italiana moderna. Disse ‘In quattro anni (tanto durava all’epoca in media un grado di processo) ci si laurea, ci si sposa, si cambia la propria vita! Come si fa ad allungare ulteriormente questo termine?’. Oggi l’errore si ripete: non si danno strumenti ai magistrati, e si abbreviano i termini. ‘Ce lo chiede l’Europa. Ce lo impongono le sempre più numerose condanne che subiamo a Strasburgo per la lentezza’ sostiene la maggioranza. Mai sentita ipocrisia più palese. Già il sistema appare pendere dalla parte dei malviventi (sì che e’ chi ha torto che dice per primo alla controparte: ‘fammi causa’!). Adesso l’impunita’ diventa certezza.
Un aumento delle tasse; purché sia federalismo. Contro il crac finale del servizio base di ogni comunità, la giustizia; purché sia immune uno solo: Silvio Berlusconi.

Non c’e’ che dire: e’ proprio un baratto. Infame.

Un commento a Un baratto

  1. Domenico Cacopardo 9 Febbraio 2011 at 01:44 #

    Non ce la faranno.

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