No. Non sono solo canzonette…

Il testo di una canzone intitolata “Correndo con le forbici in mano”,
presentato a Sanremo Giovani è stato bocciato con l’ unica motivazione
che è “troppo impegnato”. La cantante è una ragazza di Milazzo(Me),
Nadia Impalà, il testo è di Italo Zeus e parla dell’artista Pippa
Bacca (Giuseppina Pasqualina di Marineo) che è stata uccisa in Turchia
a Gebze il 31 Marzo 2008 durante una performance che prevedeva
l’attraversamento in autostop di 11 diversi Paesi teatri di conflitti,
per portare un messaggio di pace. La performance si intitolava “Spose
in viaggio”, tant’è che le due artiste (insieme a lei c’era anche
Silvia Moro) erano partite da Milano vestite da spose ed avevano come
mèta finale Gerusalemme.
Di per sé la notizia è certamente singolare: il “troppo impegnato”
magari non si addice a Sanremo, ma in Italia probabilmente non
pagherebbe comunque essere “troppo” impegnati. Il festival di Sanremo
celebrerà i 150 anni di Unità d’Italia con 14 canzoni, più o meno
della tradizione canora italiana (O’ sole mio, U’ surdatu ‘nnamurato,
Mamma..) che saranno interpretate dai big che parteciperanno alla
gara. Con questo contributo il festival di Sanremo è probabilmente già
largamente “impegnato”.
Ma ancora un’altra associazione mi viene in mente.
Sia la cantante eliminata, sia l’artista di cui parla la canzone sono
delle donne, donne impegnate: il 13 febbraio in Italia scenderanno in
piazza le donne per difendere la loro dignità ferita da un Premier
puttaniere e dall’immagine che delle italiane ne viene fuori. Donne
oggetto, donne usate. Usate quando conviene. Questo in Italia è un
comportamento perfettamente trasversale: dalla destra, alla sinistra a
Sanremo, ovviamente. Perché quando non “servono” (a chi “dirige”) non
molto facilmente trovano spazio, né appoggio.
Sono solo canzonette.

Contributo di Concetta Chillemi – Palermo

Che ringrazio

2 Commenti a No. Non sono solo canzonette…

  1. Paolo Malpaga 6 Febbraio 2011 at 22:27 #

    Mah… Scusa banale. E "ti regalerò una rosa" di Cristicchi non era troppo impegnata un paio di anni fa? …

  2. gianpiero 7 Febbraio 2011 at 03:33 #

    non sarà mica successo che anche in Italia quello della "donna impegnata" sia diventato un cliché? In tal caso la libertà potrebbe essere qualcosa di non contemplato nell'impegno richiesto, che è altra cosa dall'impegno pensato e proposto in modo originale, autonomo. L'impegno richiesto potrebbe essere quello che serve a qualcuno che non necessariamente è la donna nella sua interezza di persona. In tal caso, l'impegno delle donne potrebbe servire al sistema delle donne, dove qualcuna fa fessa le altre, esattamente come funziona nel ben più collaudato sistema degli uomini.
    Hobbes direbbe "femina feminae lupa" ma certamente lo scriverebbe meglio di così.
    Bello spunto, Concetta
    Un saluto a tutti

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