Intercettazioni: avreste mai immaginato che Umberto Eco……

…un giorno avrebbe dato una mano a Silvio Berlusconi?
Leggete questo. Vi aiuterà a capire che e’ un errore pensare di definire Berlusconi una anomalia. L’anomalia e’ l’Italia, paese in bilico e indeciso tra Medioevo e modernità in cui e’ facile curare i propri interessi dichiarando invece che si fanno gli interessi di tutti. Sulle intercettazioni, e’ inutile negare che eccessi ci sono stati, eccome. Se Umberto Eco (si’, lo stesso che partecipa alle manifestazioni contro Silvio Berlusconi) 15 anni fa scrisse così.

Le avventure dell’intercettazione. Ovvero come si scopre un complotto.

La settimana scorsa mi hanno messo il telefono sotto controllo. Così hanno registrato il seguente dialogo. “IO: Ti sveglio mica? LUI: No, ma temo di sapere per cosa… IO: Allora questa mona… Lui: La mia ragazza l’ha data via ieri…capisci…Io: No, non capisco. E tu come se niente fosse?…LUI: Eh…senti…io ero a Palermo, sai …per la loggia…IO: E quella…così? LUI: Guarda, ti giuro, non era granché…Sembrava fresca perché era lavata…Tu meriti di meglio! IO: Sei un porco, scusa. LUI: Uno le ha offerto un sacco di soldi…E’ successo così per telefono. IO: Chiuso con la mona, ok. Adesso non dirmi che anche l’altra roba…mi interessava anche…LUI: Senti e’ colpa mia. Avevo bisogno di soldi. Le avevo detto di far sparire tutto al più presto…Pero’ mi perdonerai. Ti dico solo un nome… Il Gelli…ti faccio trentatré… IO: Grazie tante, non scomodarti. Ormai anche quello e’ nell’elenco della rete. LUI: Quella nostra o quella americana? IO: No, gli …americani no…sai…la difficoltà dei contatti…devi provare solo di notte…No, cosa nostra. LUI: Ma con la rete non puoi trattare il prezzo. Con me invece… Senti. Lo so che tu hai la polvere, io ho visto la bustina…IO: Adesso anche la polvere…ah, ah…LUI: Non posso farne a meno. Senti mi dai la,polvere e hai il Gelli su un piatto d’argento. E in più ti passo…senti non lo sa ancora nessuno…Insomma c’e’ in giro una indagine…IO: Lo so, lo so, la faccenda dell’asta. LUI: No, no..le aste le evito da quella volta che mi sono lasciato ad alzare il prezzo col quadripartito…IO: Casini eh? LUI: Casini, proprio così. Ma torniamo all’indagine: non e’ la prima, ma questa volta sei tu il primo in lista… Ora senti c’e’ un tale… Io una volta gli ho tenuto bordone…e lui…sai la faccenda delle imprese…bene…e’ stato lui. IO: Si Sara preso la sua percentuale. LUI: Deve pur campare anche lui. Ma senti…io faccio uno scambio con Borrelli…no, davvero…ce l’ho in mano, l’ho comprato…grazie a Borelli posso avere il fascicolo, e se do il fascicolo a quelli…con l’indagine vai tranquillo. IO: Va bene. In tal caso la polvere e’ tua”.
Prontamente interrogato dal magistrato, gli ho spiegato che si trattava di un dialogo innocente, fatto nello stile spezzato ed ellittico con cui due persone alludono a cose note a entrambi. Stavo telefonando a un libraio antiquario il quale sapeva che da anni sto cercando la prona esazione della ‘Monas Hieroglyphica’ di John Dee. Ed ecco che era menzionata nel suo nuovo catalogo. Apprendevo con dispetto che la sua segretaria l’aveva già venduto, mentre lui era a Palermo per vedersi con un noto collezionista, il prof. La Loggia. Lui mi spiegava imbarazzato che in fondo si trattava di una copia scadente (addirittura, come si dice in gergo antiquariale, era stata lavata), e che d’altra parte era lui che aveva detto alla segretaria di far fuori al più presto tutti i titoli, perché aveva bisogno di soldi.
Pero’ mi consolava annunciandomi di aver ancora ‘Delle origini di Firenze’ di Giovan Battista Gelli, e me le offriva con trentatremila lire di sconto sul prezzo richiesto. Una miseria. Tanto più che avevo appena visto quel libro in offerta in un catalogo su Internet, non quelli degli antiquari americani, dove le linee sono sempre intasate, ma quello di una organizzazione di Bologna, e a buon prezzo. Pero’ il mio interlocutore aveva letto in una mia ‘Bustina’ che ho una prima esazione della ‘Polvere di simpatia’ del Digby, che evidentemente un cliente gli stava chiedendo senza badare a spese. Mi proponeva uno scambio col libro di Gelli. Ma, per farsi perdonare, mi avvertiva anche che circolava una copia delle ‘Introductiones Apotelesmaticae’ di Giovanni Ab Indagine, anche se non era la prima edizione 1552, e mi assicurava che la riservava a me. Non la copia annunciata in una prossima asta libraria, anche perché lui diffida delle aste, dove una volta aveva pagato troppo un ‘Quadripartito’ di Tolomeo. Commentavamo ridendo che le aste sono dei gran casini. Mi stava dicendo che a un tizio, a cui una volta aveva tenuto in serbo lo ‘Isolario’ del Bordone, e attraverso cui, alla percentuale normale di intermediazione, aveva avuto le imprese del Ferro, intendeva offrire una rara copia del ‘De motu animalium’ del Borrelli, in cambio del ‘Fasciculum Temporum’ di Rolewinck. Avrebbe poi scambiato Rolewinck con Indagine. A quel punto, rappacificato, accettavo di cedergli ‘La ‘polvere di simpatia’.
Come si vede, una conversazione normale, se letta o ascoltata nel giusto contesto. Ahimè, andremo entrambi sotto processo per sfruttamento della prostituzione, uso illecito del 144, adesione a società segreta, contatti con mafia e servizi segreti italiani e stranieri, spaccio di droga, dizione ambientale a elementi della prima e seconda repubblica, corruzione, concussione e furto di atti giudiziari.

BERLUSCONI e’ ripartito in questi giorni con una diversa disciplina delle intercettazioni: vuole in galera i giornalisti che le pubblicano, mentre anche la Corte dei Conti sostiene che limitarle danneggerà ogni indagine contro la corruzione.

La sua ‘BUSTINA DI MINERVA’ che avete appena letto sopra, e’ stata pubblicata sul numero dell’Espresso del 2 Febbraio 1996.

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