“Forse ho capito male……

…..Ma stamani Bordin nella (in genere) eccellente rassegna stampa di radio radicale, ha definito azzardata la frase scritta da Ezio Mauro nel fondo di Repubblica di oggi che ‘ogni buon liberale non deve essere anticomunista.’ Davvero ho capito bene?”

Così mi scrive Andrea. Il fondo di oggi di Ezio Mauro, parte dal duro attacco portato da Giuliano Ferrara a Gustavo Zagrebelsky, autore di un fondo introduttivo alla manifestazione di sabato al ‘Palasharp’ di Milano pubblicato sul quotidiano diretto da Mauro. Zagrebelsky e’ un fine giurista, e’ stato Presidente della Corte Costituzionale, torinese , presidente onorario di Liberta’ e Giustizia che ha organizzato la protesta di sabato. Torinese. E si rifà allo spirito del Partito d’Azione, letto da Mauro come ultimo baluardo alla barbarie demolitrice delle nostre istituzioni che sta imperversando in Italia.

Ma prima vorrei riportare testualmente il brano in questione.

“Quell’azionismo residuale e tuttavia irriducibile nella sua testimonianza nuda e antica, disarmata, rappresentava per questa nuova destra, che cresceva tra reazione di classe e crisi morale, il vero ultimo ostacolo per realizzare il cambio di egemonia culturale di quest’epoca, attraverso la destrutturazione del sistema di valori civili su cui si è retta la Repubblica per sessant’anni. Un sistema coerente con il patto di cultura politica che sta alla base della Costituzione, con le istituzioni che ne discendono, con quel poco di antifascismo italiano organizzato nella Resistenza che ne rappresenta la fonte di legittimazione, e rende la nostra libertà democratica almeno in parte riconquistata, e non concessa dagli alleati.
Un obiettivo tutto politico, anzi ideologico, che doveva per forza attaccare tre punti fermi della cultura repubblicana: l’antifascismo (Vittorio Foa diceva che la Resistenza era la vera “matrice” della Repubblica), il Risorgimento (nella lettura di Piero Gobetti), il “civismo”, (come lo chiamava Ferruccio Parri), cioè un impegno morale e politico a vincere lo scetticismo e il cinismo nazionale. È chiaro che l’azionismo era il crocevia teorico di questi tre aspetti, soprattutto la variante torinese così intrisa di gobettismo, e che tradisce la presunta neutralità liberale, anzi compie il sacrilegio di coniugare il metodo e i valori liberali con la sinistra italiana, rifiutando l’anticomunismo.
Proprio per questo, gli azionisti sono pericolosi due volte. Perché non portano in sé il peccato originale del comunismo, che contrassegna gran parte della sinistra italiana, e perché non scelgono l’anticomunismo, come dovrebbe fare ogni buon liberale. Anzi, questo liberalismo di sinistra rifiuta l’equidistanza tra fascismo e comunismo, che porta il partito del Premier e i suoi giornali addirittura a proporre la cancellazione della festa della Liberazione, come se il 25 aprile non fosse la data che celebra un accadimento nazionale concreto e storico, la fine della dittatura, ma solo una sovrastruttura simbolica a fini ideologici”.

Non devo spiegare io quel che ha scritto Ezio Mauro. Penso che lei, Andrea, abbia capito benissimo. Un buon liberale non e’ anticomunista. Ma questo non vuol dire che debba perfezionare l’equazione non essendo nemmeno antifascista. Ho sentito anch’io Massimo Bordin definire questo passo ‘forte’. Ma se forte vuol dire controcorrente, va bene. Non se avesse detto ‘sbagliata’. Infatti non ho mai capito come facesse a sedurre gli italiani lo slogan elettorale più usato da Berlusconi: ‘Non consegnate l’Italia che amo in mano ai comunisti’. Che da noi non hanno mai governato. Semmai hanno sottogovernato. Ma governato, mai. Traduco: nessun italiano ha perso dignità, beni, libertà, vita per via di leggi varate da una maggioranza comunista. E’ accaduto invece che italiani abbiano perso dignità, beni, libertà o vita per leggi varate da un parlamento fascista. E poiché la Resistenza e l’antifascismo sono gli elementi fondanti della Repubblica, di questa Repubblica, e della sua Costituzione, ecco spiegato perché un buon liberale dev’essere antifascista, ma non può essere anticomunista. Naturalmente scriverei il contrario, se avessi avuto Stalin a Roma e Mussolini a Mosca. Ma la Storia non e’ andata così.

Ps: ribadisco: la manifestazione di Libertà e Giustizia e’ quella del sabato. Non quella di domenica dei quattro imbecilli che si sono scontrati con la polizia davanti alla villa di Arcore

3 Commenti a “Forse ho capito male……

  1. Margherita 9 Febbraio 2011 at 00:12 #

    E' vero, non si capisce come Berlusconi abbia potuto sedurre gli Italiani con i suoi slogan contro i comunisti, ma lui fa proprio come la pubblicità, sposta al livello del presupposto quello che invece andrebbe posto in questione. Fa affermazioni partendo da presupposti assolutamente falsificati (i comunisti hanno tolto dignità, libertà… e tutto il resto), se lo può permettere per l'ignoranza di chi ascolta e per il tornaconto di molti altri. Ma non è (solo) su quello che dice che andrebbe smentito, piuttosto soprattutto su quello che tace.

  2. Michele Reccanello 9 Febbraio 2011 at 01:33 #

    La gente che finisce per fare casino come successo domenica, finisce per dare la zappa sui piedi a quelli come me che vogliono vedere B e corte fuori dalle pa**e. Mi ricordo ancora che prima del famoso lancio della statuetta a B., era in evidente difficoltà, in un angolino. Ma dopo quel fatto riprese gallo, chissà come sarebbe andata a finire senza un Tartaglia nel mezzo.

  3. Michele Reccanello 9 Febbraio 2011 at 01:42 #

    Molto bello il suo commento quando dice "nessun italiano a perso dignità…".
    Anch'io ho sempre opposto lo slogan non consegnare l'Italia ai comunisti sventolato in ogni occasione da B., al fatto che per 50 anni il potere è stato nelle mani della DC e suoi alleati e che mai il PCI ha mai governato e quinidi non si può giudicare l'azione di governo di chi al potere non c'è mai stato, ma lo si puo fare con chi invece lo ha detenuto per così tanto tempo. E infatti la prima repubblica è affondata con Tangentopoli. Vorrà dire qualcosa se la maggior parte dei corrotti erano della DC e dal PSI ovvero quelli che tenevano nelle loro mani i fili del potere?

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