Siamo al golpe

In senso post moderno, come scrissi un anno fa su El pais. Non quello fatto con le truppe, ma con una serie di forzature anche istituzionali sempre più audaci. Con la costituzione materiale che prevale su quella legalmente in vigore, grazie a uno stillicidio verbale secondo il principio della mitridatizzazione, il cui cardine e’ il controllo delle tv: ‘parlate parlate, qualcosa restera’. Cominciata da quando Berlusconi e’ in Parlamento. Facendo scrivere ‘Berlusconi presidente’ sulle schede elettorali. Dicendo (e ripetendo) che tutti quelli che non sono con lui sono ‘comunisti’, dai magistrati (di vario ordine e grado, dal singolo pm, su su sino alla Corte Costituzionale), ai giornalisti critici, passando anche per l’arbitro, se da’ torto al Milan. Le riforme che si fanno per sottrarsi alla giustizia, e non per renderla di nuovo lo strumento base della convivenza sociale, oggi ridotta al crac. Facendo una legge elettorale proporzionale, che gli regala una maggioranza assoluta sterminata, (di nominati da lui) avendo molto ma molto meno della maggioranza dei voti.
Ieri se ne e’ avuta una chiara dimostrazione. Un proclama minaccioso in TV (magistratura anticostituzionale da punire), in diretta e differita in tutti i tg. Una imbarazzante soubrette, Sabina Began (ha chiesto lei stessa a Sky di intervenire) che dichiara che le feste le ha inventate lei e non e’ successo mai niente, che e’ tutta una invenzione. E piangendo dice che lei Berlusconi lo ama. E Ruby che viene chiamata dal direttore oggi più importante d’Italia (Alfonso Signorini) a raccontare in tv Mediaset ‘mi sono creata una vita parallela’. Insomma, l’importante e’ che gli italiani sappiano che la verità e’ quella detta e ripetuta in tv, invece che quella messa a verbale.
Un ministro della giustizia che decide cosa e’ reato e chi debba essere il giudice. Ecco: siamo al golpe. Finora post-moderno. Aspettiamo che mandi in galera i magistrati sgraditi con una legge preannunciata in suo nome e interesse, votata da un parlamento di nominati da lui, Silvio Berlusconi.

2 Commenti a Siamo al golpe

  1. Michele Reccanello 20 Gennaio 2011 at 02:17 #

    Caro Santalmassi,

    Dopo il diluvio di indagini, inchieste, processi, in cui è stato coinvolto il premier e che mai ha contribuito a chiarire usando le solite scuse, toghe rosse, persecuzione, mi fa più schifo che molti italiani (almeno il 25%?) continuino a sostenerlo, ma soprattutto nella sua maggioranza non ci siano 4 gatti che non abbiano qualche dubbio, qualche punto interrogativo, un maldipancia… insomma tutto va bene pur di stare con la poltrona sotto il culo, e intanto il paese è immobile da 16 anni.

    Allegria!

  2. Francesca 20 Gennaio 2011 at 04:06 #

    Ma se arrivano al punto di chiedere le elezioni (o meglio…erezioni!) anticipate perchè finalmente sia il popolo bue a decidere se il cavaliere di Hardcore è colpevole o innocente?!?

    Grande Direttore!
    Ero giovanissima e me La ricordo quando stava al TG della RAI…..

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