Quando Minzolini ha torto

Mi ha scritto Pale:

Caro Giancarlo, non sono d’accordo con lei, ed il tempo mi ha dato ragione: la procura di Roma ha ritenuto i documenti ininfluenti (al di la’ della loro autenticita’, tutta da provare).
Minzolini avrebbe avuto ragione a presentare questo caso se la sua attenzione si fosse rivolta al curioso modo in cui il Governo italiano (e non lo Stato italiano, come dovrebbe essere!) ha ottenuto questi documenti, violando tutte le procedure democratiche (rogatoria internazionale richiesta da un giudice, per esempio…).

Caro Pale, intanto grazie dell’attenzione.
Ma confermo: quella sera Minzolini aveva giornalisticamente ragione. Torto, semmai, quando la sera dopo non ha aperto il suo TG con la definizione di ‘irrilevanti’ data alle carte fatte pervenire loro dal ministro. Ma questo era scontato: Minzolini e’ li’ non per informare, ma per una precisa linea editoriale di soccorso a chi l’ha nominato.
Forse le e’ sfuggito che io ho scritto: ‘aspettiamo Fini al varco….una volta verificate le carte…’ . Il che vuol dire – traduco, e quindi mi scuso se sono stato troppo sintetico – che sapendo chi governa a S. Lucia (una sorta di cricca in senso italiano), e ricordandoci di Pasquale Lavitola, c’era tutto ma proprio tutto da verificare.
Due parole ancora sull’affare Montecarlo. A mio avviso non ha nulla a che fare con quanto imputato a Verdini, Bertolaso alla cricca di casa nostra, insomma. Qui si tratta di imponenti somme di denaro pubblico (di tutti noi) impegnate tra compari. Nel caso di Montecarlo, si tratta di rapporti privati e denaro privato: si tratta di un appartamento donato da un privato ad una associazione privata (partito), messa in vendita. Diciamo una lite tra eredi? Se l’ha comprata il cognato, Fini non ci fa una bella figura. E se si dovrà dimettere, solo perché ha ritenuto lui stesso di impegnarsi a farlo, ma penso che sia doveroso.
E poi scusi: ma che c’entra la rogatoria? Un governo non si rivolge a un altro governo a mezzo rogatoria. Questa e’ la forma di azione internazionale di esercizio di giustizia o atti giudiziari. Un governo può rivolgersi a un altro governo per chiedere informazioni, relazioni, ci mancherebbe altro. Se poi, tutto si dovesse risolvere in un boomerang…non vuole metterlo in apertura di un TG?

3 Commenti a Quando Minzolini ha torto

  1. Domenico Cacopardo 29 Gennaio 2011 at 05:33 #

    Mi spiace, Giancarlo non essere d'accordo. La questione, secondo me, è questa: è corretto che un partito politico alieni un suo bene a un soggetto giuridico di cui non è nota la proprietà? E che il gestore dell'operazione la esegua per preciso ordine del leader?
    Altra questione è l'incoerenza di Fini: annuncia le dimissioni "se". Quando la condizione sospensiva viene meno non le attua. Il fatto che Berlusconi non si dimetta non giustifica le mancate dimissioni di Fini. Se continua la geometria variabile dei giudizi etici e politici non riusciremo a uscire da questa mefitica palude

  2. Michele Reccanello 29 Gennaio 2011 at 07:20 #

    @Cacopardo
    Nell'eredità di AN c'erano altri beni oltre alla casetta, io non capisco perché il Presidente della Camera, tramite il cognato, si è incaponito a tenersi questa casetta a Montecarlo. E' veramente una cosa – scusate il termine – da rincoglioniti di cui non ne vedo la logica.

  3. Pale 30 Gennaio 2011 at 16:45 #

    Grazie per la risposta, caro Giancarlo!

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