Perché con Berlusconi la magistratura sembra perdere la misura?

E’ la domanda che mi fa Arturo, un lettore del Corriere della sera, citando un articolo di Giuseppe Bedeschi. Qui viene ricordato l’avviso di garanzia consegnato a Napoli nel ’94 davanti ai Grandi del G7; l’imponenza di mezzi investigativi usati; le perplessità di un mite, o meglio, di un moderato come lo scrittore Raffaele La Capria.
Vede Arturo, sono convinto che se avessero indagato me i magistrati avrebbero usato ben altro passo.
Devo anche dire pero’ che secondo me un uomo pubblico di privato dovrebbe avere ben poco. I politici più sensibili lo sapevano sin dagli anni ’60. Quando Biancarosa Fanfani fa incontrare in casa propria La Pira, sindaco cattolico e pacifista di Firenze con Gianna Preda, una giornalista del settimanale di destra ‘Il Borghese’. Nell’intervista La Pira disse che il futuro dell’Italia era in un governo monocolore presieduto da Fanfani (Moro? Troppo molle. Attenzione, l’intervista e’ del 65, e Moro guida il governo di centrosinistra da due anni!). Un governo appoggiato da tutti. Non solo dall’MSI, ma anche dai comunisti. Il paese politico, scosso dall’avvento al governo dei socialisti di Nenni reduci dal fronte popolare proprio coi comunisti e pesantemente sconfitto, non gradi’. E Fanfani si dimise, definendo in Parlamento il suo gesto ‘….dovuto, in seguito all’improvvida iniziativa di un familiare’. Se nel mio privato facessi cose sconvenienti e ne venissi ricattato, al massimo il mio malessere si rifletterebbe sulla mia famiglia. Doloroso, ma circoscritto. Per chi ricopre cariche pubbliche (e che carica: capo del governo!) invece, ne possono andare di mezzo gli interessi di un Paese.
Ora non sto neppure a spiegarle la differenza tra gli scenari politici disegnati dai discorsi di La Pira, e quelli intimi intuibili di Karima. Ma vogliamo aggiungere gli stuoli di avvocati del premier eletti in parlamento (pagati da noi) e che si riuniscono per elaborare le strategie di difesa dell’imputato? Berlusconi appare anche recidivo perché ha una storia personale spregiudicata, con molte opacità: dai capitali iniziali per l’attività edilizia, alle modalità d’acquisto della Mondadori, dalla nascita della legge Mammi’, alle accuse di corruzione di magistrati. Gli interessi dell’Italia sono diversi da quelli personali di B. Un solo esempio. Anche oggi si sa che il nostro debito pubblico (sovrano, si dice) imponente non ci mette al sicuro. Paghiamo ogni anno 70 miliardi di euro di soli interessi: due finanziarie di sangue. Li paghiamo, quindi li abbiamo. E’ un ritmo da paese ricchissimo. Solo che pagati quelli non resta più nulla. Se in 17 anni di successi personali B. fosse riuscito a diminuire il debito di 0,5 ogni anno, oggi avremmo qualche disponibilità. Per esempio per cambiare il welfare dei lavoratori e rendere meno incerti i passi dovuti per la ripresa (vedi la Fiat). Invece il debito e’ arrivato al record di 1.870.000 euro, con l’aumento in un anno del 4,65 per cento.

2 Commenti a Perché con Berlusconi la magistratura sembra perdere la misura?

  1. Michele Reccanello 21 Gennaio 2011 at 08:55 #

    Alla domanda del titolo potrebbe rispondere così B. sotto penthotal (ma anche senza):
    perché faccio come ca**o mi pare e rendo conto solo a me stesso e a mamma R., guai se chi viene a ficcanasare nei miei affari (torbidi), perché nessuno più bravo di me (a farsi i propri affari) a vendere (bisogna vedere cosa) e voi curiosi siete tutti invidiosi del mio potere. E oltre ad essere il miglior premier in 150 anni, io sono meglio di Napoleone (e sono anche più alto) ;))

  2. Youssef 21 Gennaio 2011 at 11:58 #

    Mi sa che mancano un bel pò di zeri per il debito pubblico, è 187 milliardi di euro contro i 150 e rotti di PIL. Inoltre i 70 milliardi di euro di interessi, è un dato almeno di 3 anni fa, adesso sarà già ben oltre.
    Per quanto riguarda il perché e come lo controllano i magistrati, è bene ricordare che lui non è mai l'intercettato, ma bensì quelli con chi parla, e siccome ovunque c'è un delinquente lui ci parla, non è colpa di chi indaga, se spunta da tutte le parte…finché la gatta va a la(d)rdo…

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.