Il crac della giustizia civile

Se il Presidente del consiglio pensasse all’Italia invece che alle sue numerose ragazze avrebbe messo mano alla giustizia civile. Che non e’ più un servizio per nessuno. Finendo col diventare così l’anticamera della mafiosita’. Perché se ci vogliono 30 anni per dirimere una lite di confine tra due terreni….sicuramente finirei col dare 2000 euro a un picciotto per sparare nelle gambe alla controparte: almeno così risolverei prima.
Un esempio? Sentite questa.
Nel 2001 Guido acquista all’asta un quadro di Sironi. Il cavaliere del lavoro C.C. rivendica l’opera affermando essergli stata sottratta nel 1999. Nel 2009 il Tribunale da’ ragione a Guido, sentenziando che e’ lui l’unico legittimo proprietario del dipinto. Che pero’ dal 2005 e’ affidato in custodia giudiziaria al soccombente (il cavaliere del lavoro C.C.) almeno sino al giudizio di appello da questi promosso. E sin qui, tutto quasi nella regola. Ma quando si svolgerà il giudizio d’appello? A fine anno domini 2014.
E se invece di un quadro, fosse stato il recupero di un credito? La definizione dei danni per il mancato rispetto di un qualunque contratto?
Ironicamente scrive Guido: ‘A quell’epoca, se il buon Dio e la salute continueranno ad assistermi, avrò’ compiuto 104 anni e solo allora potrò tornare a godere del meraviglioso dipinto di Mario Sironi (1925, 48cm. x 31,5), tredici anni dopo averlo acquistato e pagato.

Potete leggere questa storia in un annuncio a pagamento con tanto di foto pubblicato sul Corriere della sera di oggi, 22 gennaio.

Un commento a Il crac della giustizia civile

  1. gianpiero 22 Gennaio 2011 at 08:35 #

    ah…le grandi epopee. Vien voglia di rileggersi i classici…

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