Caro Cacopardo….

…..insisto: e’ una questione tra eredi. L’associazione privata partito, a fronte dell’esigenza di finanziarsi, decise di vendere alcuni immobili (la casa di Montecarlo, che fu donata da una ricca signora simpatizzante di Alleanza Nazionale). Il tutto alla luce del sole, con l’approvazione dei competenti organismi di partito. Cosa deve fare un partito? Accertarsi se la pecunia olet? Se si presenta un fondo, sforzarsi di sapere chi c’è dietro, cosa che spesso non riesce nemmeno ai magistrati? Diciamo che se il cognato ha gabbato Fini, a Fini questo non giova? Certamente! Come si dice a Roma? ‘Parenti serpenti’. O se preferisce ‘I parenti? Sono come le scarpe: più sono stretti più fanno male’. Ma quante miglia e’ lontano tutto questo dalla casa regalata in affitto a Bertolaso in via Giulia a Roma, che poi influenzava la concessione di appalti (soldi nostri, pubblici) a chi gli pagava l’affitto? E per il quale si preparava una legge che gli consentisse di sborsare soldi pubblici senza alcun controllo, non per protezione civile delle popolazioni, ma per qualunque evento (mondiali di nuoto, G8)?
Nessuno dice che poiché non si dimette Berlusconi, non si deve dimettere nemmeno il presidente della Camera. Sono i due casi che sono diversi. Su Berlusconi grava (e lo si legge nelle intercettazioni) il rischio del ricatto permanente. Che non e’ il ricatto al negoziante all’angolo o dell’amante tradito. E’ il ricatto al presidente del mio governo, che da’ del tu a Putin (gas) a Gheddafi e Nazarbajev (edilizia e petrolio).
‘Se’ dietro alle finanziarie acquirenti della casa di Montecarlo ci sta Tulliani, Fini dovrà dimettersi. Per forza, altrimenti perde una faccia già compromessa. Si e’ realizzata questa condizione sospensiva dal ‘se’ con le carte consegnate a Frattini? Io non direi. Ma io non conto: l’hanno detto i magistrati di Roma. Comunisti anche loro? La dichiarazione del governo di Santa Lucia, con tutto il rispetto per i governi, non mi sembra decisiva. Un paradiso fiscale garantisce l’autenticità di carte già rese note da tale Pasquale Lavitola? E no, caro Cacopardo! Avrei preferito leggere statuto, bilancio e azionariato di queste finanziarie, queste carte si’ autenticate da quel governo. E sono carte che aspetto con ansia. Aggiungo che mai ministri degli Esteri di centrosinistra si attivarono per richiedere carte al tunisino Ben Ali’, su Tarek Ben Ammar; ne’ al governo inglese, sull’avvocato Mills. Lasciarono che fossero i normali canali giudiziari a percorrere le loro strade. Senza complicare le indagini come accadde quando fu introdotta la legge sulle rogatorie, voluta dal centro destra.

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