Ben Ali’: forse sono stato distratto.

Un amico palermitano mi ha girato questa mail: “Nessun giornale italiano ha riportato la notizia che il 28 gennaio scorso e’ stata bocciata la proposta di insignire il dittatore tunisino Zine El-Abidine Ben Ali’ della laurea honoris causa da parte dell’Università di Messina. Proposta avanzata lo scorso anno dal preside della facoltà di Scienze Politiche, prof. Andrea Romano. Perché?”. Firmato: Concetta Chillemi.
Forse sono stato distratto. Ma la lettrice Concetta Chillemi ha ragione. La notizia per certi versi e’ sconcertante. Nel luglio dell’anno scorso, il preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina, prof Andrea Romano, propone di assegnare una laurea all’allora presidente tunisino Ben Ali’ in quanto “promotore di una società solidale e democratica, e per il suo impegno nella laicità dello Stato”. L’iniziativa, accolta favorevolmente dal Senato Accademico, e’ avallata da Stefania Craxi, e dal Ministero degli Esteri, com l’obiettivo di incrementare gli scambi culturali ed economici con la Tunisia. Molti professori protestano e scrivono al Preside Romano lettere che però non vengono messe ‘agli atti’ dei successivi incontri. Poi il popolo tunisino dal 9 al 14 gennaio 2011 insorge e Ben Ali’ e’ costretto a fuggire all’estero. Quando Romano avanzò frettolosamente la proposta del conferimento dell’onorificenza, mettendola all’ultimo posto dell’ordine del giorno, su trenta docenti protestarono solo in otto. Tre professori, Tonino Perna, Antonella Cammarota e Antonino Anastasi, e cinque ricercatori: Marzo, Mostaccio, Meo, Saitta e Lo Schiavo. Le proteste non furono mai menzionate e Romano prima scrisse che c’era stata un’approvazione all’unanimità, poi che era stata qualificata. Insomma, la rivolta tunisina e’ scoppiata in tempo per bloccare un provvedimento la cui adozione era stata fissata per il 26 Gennaio. Tutto questo – forse sono stato distratto – non si e’ letto su nessun giornale nazionale. Forse sono stato distratto, ma l’ha scritto così come ve lo riporto, solo CENTONOVE, settimanale di politica, cultura, economia, pubblicato a Messina e diretto da Graziella Lombardo. Forse siamo stati distratti. Nel guardare tutte quelle pagine sull’ombelico delle pupe del papi. Grazie, Concetta!

12 Commenti a Ben Ali’: forse sono stato distratto.

  1. Paolo Malpaga 30 Gennaio 2011 at 22:45 #

    la Guzzanti qualche anno fa le chiamò armi di distrazione di massa…

  2. concetta 31 Gennaio 2011 at 02:21 #

    Andrea Romano è docente di Storia delle istituzioni giuridiche e
    politiche nella facoltà di Scienze politiche e ricopre l'incarico di
    preside da tempo immemore, non è neanche il primo mandato che ricopre,
    già nel lontano 97 lo era. Sempre Romano è stato protagonista di un
    altro evento che a scienze politiche si ricordano i vecchietti fuori
    corso. durante una commissione di laurea impedì ad uno studente di
    discutere la sua tesi che argomentava dell'intreccio di poteri
    familiari e malavitosi sulla città di Messina, lo studente si chiamava
    Antonello Mangano, il suo relatore era l'attuale assessore regionale
    alla pubblica istruzione Mario Centorrino(docente di economia
    politica)che si rifiutò di firmare la tesi abbandonandolo al suo destino; la cosa fece scalpore a livello nazionale, da lì a poco
    Vendola definiva Messina il Verminaio d'Italia, Santoro trasmetteva una
    puntata di Samarcanda dall'aula dell'università generalmente destinata
    all'uso degli studenti.
    Concetta.

  3. Angela 31 Gennaio 2011 at 02:48 #

    Messina viene generalmente chiamata "la città babba" (stupida, di poco conto), una città che non vale la pena tenere in considerazione, tanto succedono solo cose di poco conto, nemmeno la mafia a Messina è ben organizzata come lo è a Catania o a Palermo. In realtà a Messina tutto è armonico, la politica è in accordo con la mafia, la mafia in accordo con l'università, l'università in accordo con molti dei giornali, i giornali in accordo con la politica e il cerchio ricomincia. Questo rende Messina una città dove tutto si può fare senza che nessuno lo sappia, ed è come se non accadesse! … e purtroppo ci sono pochi occhi attenti a trovare in tutta questa armonia delle crepe,degli appigli per denunciare e scavare nel marcio che con calma si è impadronito di tutto. Questo commento è un mea culpa e un invito, mi impegno e chiedo a chi legge di impegnarsi per leggere con maggiore attenzione i brandelli di notizia che arrivano da Messina… per far emergere quello che dalle segnalazioni di Concetta si comincia a immaginare.

  4. caterina 31 Gennaio 2011 at 04:07 #

    Il fatto che la proposta sia stata bocciata è in fondo un bene, poi che nessuno ne parli mi sembra, in questo periodo storico, tristemente normale. Ma se ci sono persone come Concetta che fanno in modo di far circolare le notizie può essere l'inizio per una presa di coscienza riguardo a Messina città (putrida) di vecchi e per vecchi.
    CAT

  5. giuseppe 31 Gennaio 2011 at 04:16 #

    Mi dovrebbe spiegare il mio caro e per mia fortuna ex preside come può avere avuto l'ardire di proporre una tale oscenità quando tutto il mondo sa che Ben Alì è tutto ma di certo non un portatore di laicità, meno male che nella facoltà c'e ancora qualche mente pensante e non solo bacchettona, ed ancor di più non capisco Ben Alì si e tanti altri personaggi ben più degni no non voglio dilungarmi troppo ma voglio dire solamente apriamo tutti gli occhi nelle università così come negli altri centri di potere non facciamoci schiaccuiare !!!!!!!!

  6. Sonia 31 Gennaio 2011 at 05:02 #

    Il fatto che notizie come queste riescano ancora a stupirmi vuol dire che, grazie a Dio, non mi sono abituata allo squallore che ogni giorno tocco con mano tra tribunali e, indirettamente, palazzo della provincia regionale di messina (suona bene eh??) L'università (questa sconosciuta!) che si prostituisce quasi gratuitamente…i nostri ex presidi…e del nostro "magnifico" rettore ci siamo dimenticati??? lista troppo lunga e poi…poi a mezzogiorno arriva l'ave maria del duomo e pensi che messina sia troppo "babba" per fare danni…illusione! Lo dico prima a me stessa: mai smettere di pensare onestamente!

  7. gianpiero 31 Gennaio 2011 at 05:08 #

    E siccome che c'ho il cervello un po' incricchiato e non so bene come va il mondo, vorrei chiedere: ma esiste la laurea (s)disonoris causa? Perché se esiste, se ne potrebbe assegnare una ad Andrea Romano, eccellentissimo e lungimirante (ma lungi-lungi) Preside della Facoltà (anche quella di non rispondere) di Scienze Politiche dell'Università di Messina. Con la seguente motivazione: "Se lo sapesse Gheddafi, creperebbe d'invidia".
    In attesa di una solidale e laica risposta, porgo democratici saluti a tutti.
    Firmato: un prestanome di un amico palermitano.
    e + g

  8. Stefano G. Azzarà 31 Gennaio 2011 at 05:50 #

    Devo purtroppo smentire Concetta Chillemi: per quanto io ricordi, Andrea Romano era preside della Facoltà di Scienze Politiche già all'inizio degli anni Novanta, quando ero studente a Messina.
    Questo, tra tante altre cose, è un esempio di quanto sia complicato il ricambio dei ceti dirigenti e di quanto grave sia la questione generazionale in un paese in cui il 10% delle famiglie si è già abbondantemente mangiato il futuro del restante 90%.

    Per il resto, l'idea degna dei Monty Pithon di una laurea honoris causa a Ben Ali (e perché non darne una anche alla memoria di Pinochet, o di Bokassa?) ben descrive il clima intellettuale di Messina. Una città nella quale una ristretta elite di provincia controlla tutto ciò che può essere controllato: dalle banche & assicurazioni ai supermercati & giornali, dalla raccolta di clientele elettorali fino alla circolazione (?) delle idee (in rigoroso ordine di priorità).

  9. stalba 31 Gennaio 2011 at 07:13 #

    Sarebbe molto interessante sapere cosa avrebbe da dire adesso il prof. Romano. Perchè qualcuno non gli va a chiedere come sono potuti sfuggire, a un preside della facoltà di Scienze Politiche, il calpestamento dei diritti umani, l'abuso di potere e l' uso della violenza che il suo candidato ad honorem esercitava quotidianamente a 400 km da casa sua? Si sarà pur reso conto che ormai il nome di Ben Alì è ormai riconosciuto in tutto il mondo come quello di un uomo che ha fatto del suo paese un luogo di negazione della libertà di parola e di espressione, di forti disagi sociali e infine di morte.
    Quello che mi stupisce non è solo la notizia del tentato e sventato conferimento della laurea honoris causa (non sarebbe il primo sconfortante caso in Italia) ma il completo silenzio stampa che l'ha circondata (mmm…forse neanche questo sarebbe il primo caso). Segno evidente del potere che il preside incarna e dell' asservimento degli operatori dell' informazione ai cospetti di certi galantuomini. Per fortuna la notizia è trapelata proprio dalla "città babba". Vorrà dire che poi tanto babba non è.

  10. Mari & Lisa 31 Gennaio 2011 at 07:29 #

    mafia è ignoranza

    ignoranza in alcuni casi diventa anche mafia
    abbiamo tutti un potenziale mafioso, e abbiamo anche l'obbligo di "studiare" un modo per combatterlo!

  11. lucacinque 31 Gennaio 2011 at 08:59 #

    Finché Ben Ali era presidente della Tunisia non troppe persone pensavano a criticarlo. Mi sembra di leggere, in forma invertita, la stessa conveninente codifica del momento di intervento che è stata efficace nel caso della morte di Monicelli.Sembra che nella nostra cultura ci sia un dovere di intervento solo nei casi estremi: morte, destituzione, in ogni caso, fine. Nelle fasi intermedie, del quotidiano, sono graditi i toni pacati, calmi, anche un po' grigi. Seguiamo così la logia del racconto, del romanzo, del film, in altre parole della narrazione. Noi spettatori applaudiamo e ci indigniamo solo alla fine, mai durante lo spettacolo! Cosicché in occasione della sua caduta, Ben Ali è dieventato per il pubblico un demonio e la visione dei film di Monicelli, dopo la sua morte, è diventata un dovere che assolviamo con facce severe e grevi. Mi auguro che arrivi presto anche la fine gloriosa per Andrea Romano: morte, destituzione o qualche altra trovata scenica che segni lo scioglimento finale. Si vedranno così all'attacco i cauti osservatori che d'un tratto si scopriranno agguerriti critici del potere, feroci diffamatori del morto o, perché no? nostalgici apologi di un potere accademico dal sapore verminoso.
    Luca

  12. Anna Kuliscioff 1 Febbraio 2011 at 10:58 #

    E' proprio vero che oggi la laurea honoris causa si da a cani e porci…più porci che cani a quanto pare! Con tutto il rispetto per il maiale di cui non si butta nulla…mentre qui ci sarebbe da buttare eccome…

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