Ecco un pezzo mai pubblicato

            Ribadisco: anche questa volta sarà irrilevante, se tra 10 giorni, Berlusconi otterrà o meno la fiducia. Il ciclo comunque è chiuso. E per motivi politici (implosione dell’ultima creatura berlusconiana, il partito della ‘libertà’) e anagrafici. Il problema – non da poco – è come e quando si chiuderà. Naturalmente essendo uomo di potere, da 20 anni proprietario assoluto del Paese, la fine sarà lunga e pericolosa più che dolorosa. Nel frattempo annega nel ridicolo, proclamandosi governo del ‘fare’, mentre sono mesi che non prende un provvedimento. Che ottiene l’approvazione alla Camera della contestata riforma dell’università e contemporaneamente è battuto dall’opposizione due volte al giorno. Che da oggi (2 dicembre) il Parlamento rimane chiuso sino al 13 dicembre, vigilia della fiducia, per evitare ulteriori agguati e tensioni. Contemporaneamente Silvio Berlusconi, da quel bravissimo venditore che è, monetizza tutto quello che può. Viene approvata la riforma dell’Università? ‘Vedrete che la fiducia la otterremo!’ rassicura perentorio. Hillary Clinton dice che Washington non ha mai avuto un amico come Silvio? ‘Caso chiuso’ proclama. Facendo finta di non sapere che in diplomazia il Segretario di Stato americano non poteva usare parole diverse da quelle dette in Kazakistan, dopo le rivelazioni di Wikileaks sui report da Roma dell’ambasciatore Ronald Spogli. Ogni giorno crollano muri a Pompei? ‘Non sono affrescati, perciò ricostruibili senza danni’, è la tranquillizzante risposta. Insomma, ‘sopire, troncare, troncare, sopire’: come le parole che  Alessandro Manzoni mette in bocca al conte zio, personaggio dei ‘Promessi Sposi’.
            Eppure non è stata una bella settimana per l’immagine dell’Italia. Centro di Roma militarizzato per stroncare la protesta studentesca, col rischio esteso di provocazioni. Rumori di guerra contro l’enorme debito pubblico italiano. Preannuncio di incriminazioni per tangenti ai massimi vertici di Finmeccanica. E grande sfoggio di ironia involontaria (la migliore, ma fuoriposto) quando Silvio B evoca come un complotto mondiale contro l’Italia l’ennesima indagine giudiziaria ed elogia la forza di Finmeccanica citando proprio un accordo con Putin concluso una settimana prima. E ancora: le continue rivelazioni su prostitute, figli di amanti col posto garantito, produttrici bulgare di film premiati ad hoc a Venezia, igieniste dentali del premier elette in consigli regionali con falsa raccolta di firme per candidarle. Una concezione proprietaria di tutto ciò che è pubblico. Il tutto condito da un’opposizione inesistente, che sale sui tetti con gli studenti esponendosi all’accusa di cavalcare l’ultrasinistra. Che propone a proprio leader un simpaticone come Nicky Vendola, che ha vinto le primarie in Puglia, battendo il candidato PD di D’Alema. Vincendo anche le primarie a sindaco di Milano battendo anche lì il candidato del PD. Che chance può avere il PD di raccogliere la maggioranza dei consensi, se sceglie di farsi guidare da chi quattro mesi fa dichiarò Carlo Giuliani un martire? Carlo Giuliani è il povero ragazzo sbandato che si trovò al G8 di Genova nel 2001 nel momento sbagliato, nel posto sbagliato a compiere un gesto sbagliato: lanciare un estintore in faccia a un carabiniere di prima nomina che per difendersi sparò in aria, ma il proiettile, deviato da un sasso, uccise lo sventurato. Martire lui? Come la prenderà la maggioranza di un paese da sempre moderato, impermeabile alle spinte a sinistra e molto meno a quelle verso destra?
            Allora: quando e come finirà Berlusconi? Chi dice meglio sfiduciarlo tra 10 giorni. Poi un governo tecnico o di transizione per fare subito una nuova legge elettorale e tornare a votare e chiudere una volta per tutte col ventennio berlusconista. E chi dice ‘no’: meglio fargli finire la legislatura rosolandolo a fuoco lento, mandandolo in minoranza ogni volta che si vuole. Votare subito rischia di farlo vincere ancora, capace com’è di monetizzare l’idea che Fini sia Il traditore, invece che il tradito. Perciò meglio trascinarlo fino all’esaurimento.
Quel che è certo sembra definitivamente tramontata la prospettiva che mister B possa andare al Quirinale, alla Presidenza della Repubblica. L’idea di vedere sul colle più alto della Roma politica i ‘wild parties che hanno reso celebre e ridicolo Palazzo Grazioli dovrebbero aver affossato quella speranza. Anche in un Paese in cui dello spessore politico-morale di chi lo governa non importa nulla.
Intanto cresce la consapevolezza che forzando al massimo la Costituzione, le Leggi e la Prassi, Berlusconi possa avventurarsi in una sorta di golpe post-moderno. Mentre si voterà la fiducia, la Corte Costituzionale deciderà se è legittimo il legittimo impedimento che fin’ora ha messo il premier al sicuro dalla giustizia. Se lo boccerà, i processi potranno tutti riprendere. Ma se lo convaliderà, Berlusconi per fruirne dovrà comunque restare a Palazzo Chigi. O al governo. Con ogni mezzo?
Avevo già scritto che in ogni caso la corsa alla successione per la leadership del centrodestra è già cominciata. Ma l’unico a fare politica in tal senso è il presidente della camera Gianfranco Fini. Gli altri oppositori di centro Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli, pensano di rifare la DC. Insomma, ‘back to the future’.
Giancarlo Santalmassi
2 12 2010
           

2 Commenti a Ecco un pezzo mai pubblicato

  1. Authan 20 dicembre 2010 at 08:48 #

    Pezzo mai pubblicato nel senso che la testata che avrebbe dovuto farlo lo ha rigettato? O ormai scrivere articoli è solo più l'hobby del pensionato? Complimenti e saluti affettuosi.

  2. Margherita 21 dicembre 2010 at 01:37 #

    Direttore, adesso aspettiamo la sua analisi della situazione dopo il voto.
    Cordialmente.

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