Mi presento

La società della comunicazione non coincide con la società della conoscenza.
Troppe notizie uguale a nessuna notizia.
Oggi il monopolio delle news non ce l’ha nessuno.
Arrivano gratis per sms.
Sono sui display nelle carrozze delle metropolitane, dei treni, dei taxi, dei bus.
In molte città italiane si fanno concorrenza cinque testate della freepress.
Gli scoop sono delle esclusive, certo. Ma sempre più rari.
L’editore puro è inesistente. Un giornale di proprietà di un gruppo, è difficile che sia libero di scrivere su un fatto se questo ricade nel perimetro di interessi del gruppo proprietario.
O anche di un altro gruppo, stante la rete fitta di relazioni incrociate stesa sull’Italia.
E il lettore fatica a districarsi tra le notizie vere, le presunte, le false.
È sempre più difficile capire se è importante e quanto quello che ti stanno raccontando.

Le nuove tecnologie ha compiuto la rivoluzione: twitter e facebook, linkedin o badoo fanno da moltiplicatore istantaneo: notizie vere ( ma anche quelle false), vengono immesse in circolo perché ne sotterrino letteralmente altre degne di migliore attenzione.

Diceva il premio Nobel Ilya Prigogyne nella sua ‘Teoria della complessità’:
“Il mondo è come una rete fatta con filo elastico. Pizzicandola in qualunque punto, la rete si deforma: in quel punto e agli antipodi, pur se impercettibilmente.”

Proviamo ad andare oltre la notizia.
Non limitandosi a gettarla nello stagno e lasciando che cerchi concentrici vadano a colpire le rive dell’attenzione e della comprensione chissà dove, chissà come, chissà quando.

Ecco: vorrei che entrando qui si entrasse nel flusso degli eventi e capire le origini di una notizia, per comprenderne gli effetti anche il più invisibile, il meno spiegato.

Un progetto ambizioso, certamente.
Che realizzeremo con il gruppo di amici che condividono l’idea.
E con l’aiuto di tutti voi che avrete accesso più facile al sito per esprimere i vostri ragionamenti, i vostri punti di vista.
Con il blog ho sperimentato la qualità dei miei interlocutori.
Con il sito, apro le porte a voi e ai vostri contributi.

 

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Giancarlo Santalmassi (Roma, 20 ottobre 1941) è un giornalista italiano, dal 2005 al 2008 direttore responsabile di Radio 24.

Entra alla RAI nel 1961. Per primo, dopo la nomina a caposervizio, propose una conduzione di TG all’americana. Fu anche colui che la mattina del 16 marzo 1978 annunciò per primo in televisione (edizione straordinaria del TG2, ore 10:01:30) la notizia del rapimento di Aldo Moro e dell’annientamento della sua scorta ad opera delle Brigate Rosse, caso che fu da lui seguito giorno per giorno fino al ritrovamento (9 maggio) del cadavere dello statista.

Altre vicende da lui descritte furono l’attentato al papa Giovanni Paolo II (13 maggio 1981) e la tragedia di Vermicino (11-14 giugno 1981), seguita per tre giorni in diretta televisiva dall’intero Paese.

Nel 1994 viene nominato vicedirettore dei GR RAI e nel 1998 direttore di Radio RAI. In quegli anni inaugura e conduce il programma radiofonico Zapping.

Nel 1999 passa a Radio 24, dove conduce le trasmissioni Viva Voce (talk show politico) ed Hellzapoppin’. Nella puntata del 22 marzo 2002 di Viva Voce, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga critica pesantemente Antonio D’Amato, allora presidente della Confindustria (proprietaria della radio). Per questo motivo, nel 2003 viene allontanato dalla radio.

Rientra nell’ottobre 2005 assumendo la direzione dei programmi e della testata giornalistica. Introduce subito un’innovativa (per la radio) rubrica di Lettere al direttore. Fa rinascere la trasmissione Viva Voce, poi assegnata ad Alessandro Milan. Cura per qualche tempo anche la trasmissione Una poltrona per due.

Durante la trasmissione del 5 aprile 2006 è protagonista di un litigio in diretta con Giulio Tremonti. Successivamente a questo verrà rimosso dalla conduzione del programma.

Da ottobre 2008 è sostituito alla guida di Radio 24 da Gianfranco Fabi.

Così dice wikipedia

 

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