Quel che penso di Erdogan – di Giancarlo Santalmassi

Penso che l’Unione Europea abbia commesso un gravissimo errore strategico con Erdogan. Preciso che non ho simpatia alcuna per il presidente turco. Ma non averlo integrato nell’Europa fu un pesante errore di prospettiva. Provate a pensare cosa sarebbe stata la primavera araba se ci fosse stata la possibilitá di finire nell’area UE invece che in braccio alla Siria (e a Putin). Dall’Egitto alla Giordania, dalla Libia alla Tunisia e Algeria…

Oggi invece la Turchia (paese giovane che avrebbe dato sangue nuovo a un’Eurpa vecchia e sfibrata) non sta in Europa ma la tiene per la gola, fermando e tenendo nei suoi confini (si badi bene: a pagamento!) i profughi biblici e inarrestabili di questi anni.

3 Commenti a Quel che penso di Erdogan – di Giancarlo Santalmassi

  1. paola francesca 5 febbraio 2018 at 14:27 #

    Sì ma Erdogan si autoesclude, rifiutando di accettare ed applicare regole condivise dall’UE. Come ad esempio la democrazia

    • Giancarlo Santalmassi 5 febbraio 2018 at 18:43 #

      Cara Paola grazie del suo intervento. Io sostengo che l’Europa doveva trattare meglio, con più duttilità ed essere più lungimirante. La Turchia è un paese membro della NATO, industrialmente avanzato, e con l’età media dei suoi abitanti (35 anni) avrebbe ringiovanito con linfa fresca un continente vecchio ed esausto. Oggi si ritrova sotto ricatto dell’argine a pagamento dei profughi, e in compagnia della ‘democrazia’ polacca e i populismi dilaganti dall’inghilterra di Farage, all’Olanda. Certo, a me non piace quello che accade in Turchia dall’epoca del colpo di stato inventato su FaceTime, con gli arresti in massa e la repressione a ogni opposizione. Ma mi chiedo: quanto e dovuto all’isolamento imposto a quel paese? Probabilmente mi piace solo crederlo, e Erdogan è solo diventato un tiranno…

  2. Ilaria V. 5 febbraio 2018 at 19:48 #

    L’unione europea come il tetris?

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