L’approssimazione nell’informazione: una vera tragedia – di Giancarlo Santalmassi

Un nigeriano viene sorpreso (a Macerata) mentre si tira dietro due trolley con dentro una ragazza (bella) tagliata in due. I giornali titolano su un assassino nero di una donna bianca.  E un italiano (fascista) con addosso il tricolore e ‘Mein Kampf’ in casa si mette a sparare all’impazzata contro chiunque abbia la pelle nera: sei feriti, uno grave.

Poi l’autopsia dice che forse la bella ragazza e’ morta per overdose. Il nigeriano e’ il suo spacciatore e per paura ha cercato di nasconderla o disfarsene in quel modo.

E oggi molti titoli, a perizie ancora in corso, parlano del diverso e minore reato di vilipendio di cadavere.

Non accadra’ che dei nigeriani si metteranno alla caccia di fascisti bianchi. Ma certo che meno approssimazione nella comunicazione giornalistica non guasterebbe.

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2 Commenti a L’approssimazione nell’informazione: una vera tragedia – di Giancarlo Santalmassi

  1. antoniospecchia 7 febbraio 2018 at 10:12 #

    Peccato.
    Se accadesse io non avrei nulla in contrario…

  2. laura 7 febbraio 2018 at 21:07 #

    Ancora una volta, Direttore, ci sorprende con la franchezza di parole sagge. Forse anacronistiche, in un Paese senza futuro e dal passato molto remoto. Ma se ne percepisce chiara la risonanza.
    Grazie.

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