Morta Marina Ripa di Meana – Un ricordo e un aneddoto di Giancarlo Santalmassi

Eravamo molto amici. Da quando il marito era stato commissario europeo. È stata la prima donna ad anticipare quello che oggi sembra un riscatto sessuale. Donna molto moderna, irriverente, sfrontata, provocatoria; chiarendolo a tutti immediatamente con i suoi copricapi inimmaginabili.

Era contro l’uccisione degli animali tutti, ma segnatamente quelli da pelliccia (celeberrima una sua foto con indosso solo un’enorme pube peloso), sostenitrice di Greenpeace, contro l’armamento nucleare e gli esperimenti francesi nell’atollo di Mururoa.

Un giorno, sopra una gru di Greenpeace, fermatasi in piazza Farnese a Roma, davanti all’ambasciata francese, di fece tirar su, al davanzale del primo piano dell’ambasciata (il cui quarto piano fu costruito da Michelangelo, una delle cinque opere architettoniche del Buonarroti a Roma).

Subito dal contiguo mercato di Campo dei fiori, i bancarellari si fecero in piazza. E uno gridò in romanesco: “Daje Marinaaaa, facce vede a geenpeace…..!”.

Ciao Marina, tutti quelli che ti hanno conosciuta veramente ti volevano bene.

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