Molestie: ci voleva Catherine Deneuve per ascoltare una parola ragiovole – di Giancarlo Santalmassi

Forse l’avevo gia scritto: sia che trovavo ridicolo che qualche donna matura improvvisamente ricordasse che quarantanni fa qualche uomo le avesse toccato il culo; sia che la battaglia per il rispetto dovuto all’altro sesso fosse dilagata in una sorta di guerra moralista (chiunque etichettato molestatore e’ stato messo all’indice, licenziato o altro – vedi Kevin Spacey). E ho subìto le critiche a questa mia posizione. Ma facendo questo mestiere ci sono abituato.

Curiosamente, nel giorno in cui Harvey Weinstein il molestatore veniva aggredito in un ristorante in Arizona (e da un uomo, non da una donna) la prima parola decente in materia di molestie l’ha detta una donna: Catherine Deneuve: “Lasciamo agli uomini la liberta di mettere una mano sul nostro ginocchio”. Fa rima con Edith Piaf (ah, la France) quando cantava “Spogliami, ma non troppo velocemente….”

Nel frattempo per continuare a vivere serenamente si potrebbe codificare la differenza tra violenza carnale (ovvio: super vietata) molestie, e approccio.

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