Tel Aviv o Gerusalemme? E Trump gettò l’alea – di Mariagrazia Enardu

Trump ha deciso di trasferire l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme e riconoscere l’annessione non dichiarata che Israele ha compiuto prima nel 1967, allargando i confini municipali delle due metà, e poi con Legge fondamentale del 1980. Non dichiarata perché la parola annessione non c’è, ma la città estesa è definita capitale “completa e unificata”. Nel vecchio piano Onu di spartizione del 1947, Gerusalemme e Betlemme dovevano essere un’enclave internazionale, per tutte le fedi. Il Congresso Usa voleva trasferire l’ambasciata già nel 1995, ma non si era fatto, per ovvie ragioni. Ora Trump riconosce e sposta, ma non si sa bene come.

Potrebbe fare una cosa molto trumpiana: dire, tweettare, buttare barili di benzina sul fuoco, ma poi trascurare, offuscare. Lo stesso potrebbe fare un Dipartimento di Stato alla disperazione. Anche se, in fondo, basta cambiare la scritta dell’edificio in pochi minuti. In ogni caso, il solo annuncio produrrà effetti micidiali, ma anche benefici, alla lunga. Un sacco di soggetti dovranno prendersi le loro responsabilità. Immediate: violenza, reazioni, in tutto il mondo. Più lontane: dove vogliono arrivare? Trump vuole accontentare il suo famoso elettorato, evangelici compresi, che vedono Israele come futura Armageddon, fuoco dal cielo, apocalisse e ritorno trionfante del “loro” Messia. Gli ebrei sarebbero inceneriti, i pochi sopravvissuti convertiti nel terrore – contenti?

Chi non vuole questo e nemmeno nuove guerre, sarà bene si muova. Gli israeliani: vivono in una democrazia, votano, sono responsabili. Vogliono l’occupazione eterna con timbro Usa? Gli europei, a cominciare dai tedeschi, sempre nervosi su Israele. Macron ha già detto no, e gli altri? Pure noi, a cominciare dal Giro d’Italia 2018, evento sportivo che parte da una capitale a uso esclusivo. Pedalando, incontreranno i traslocatori Usa. Il prossimo aprile Israele festeggia i 70 anni e Trump sta aggiungendo i botti.

Un commento a Tel Aviv o Gerusalemme? E Trump gettò l’alea – di Mariagrazia Enardu

  1. Bull 7 dicembre 2017 at 14:35 #

    Mi raccomando, date sempre ragione agli israeliani, altrimenti siete razzisti antiebraici e parte il pippone della shoah…..bisognerebbe avere il coraggio di spiegare a questi signori che avere un nonno che è stato ucciso nella seconda guerra mondiale non ti da il diritto di avere sempre ragione, ma non si può….

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