Politica politicante: quanto vale Pietro Grasso. Ma davvero importa a qualcuno? – di Nando Pagnoncelli

Non era ancora terminata l’assise di Roma di domenica scorsa nella quale ha debuttato la lista Liberi e Uguali che già il mio telefono iniziava a squillare per sapere quanto vale politicamente il nuovo soggetto politico, da chi provengono i voti, qual è il valore aggiunto elettorale garantito da Pietro Grasso, quale l’impatto sul bacino elettorale del Pd. Lunedì e martedì si sono moltiplicate le richieste di giornalisti, commentatori e politici, e sono state diffuse diverse stime, non sempre convergenti, fornite da svariati sondaggisti e ricercatori, molti dei quali in sindrome d’astinenza da quotidiana visibilità mediatica.

Senza volermi addentrare in noiosissimi aspetti metodologici e limitandomi al buon senso mi domando: ma davvero si pensa che gli elettori, in tutto o in parte: 1) siano così interessati alle vicende politiche; 2) conoscano Pietro Grasso e il suo programma; 3) abbiano un’opinione definita riguardo al nuovo soggetto politico e al suo leader; 4) reagiscano come il cane di Pavlov con un immediato riflesso stimolo-risposta alla nuova proposta; 5) mantengano stabili nel tempo i propri orientamenti elettorali da qui alla data delle elezioni, peraltro non ancora definita?

Non c’è niente da fare: l’ossessione divinatoria permane inossidabile. Suggerisco, molto sommessamente, di fare un’inchiesta giornalistica (non c’è bisogno di fare sondaggi) su quali sono gli argomenti quotidiani di discussione delle persone e sulla marginalità dei temi politici, non tanto per la delusione o l’ostilità nei confronti della politica, ma perché quest’ultima da tempo è divenuta un frammento dell’identità personale, e nemmeno il più importante.

Forse questa inchiesta aiuterebbe i media ad evitare le surreali domande rivolte ai sondaggisti, con sprezzo del ridicolo, durante la campagna elettorale del 2013 che, come noto, ha fatto segnare un vero terremoto politico (2 elettori su 5 tradirono il partito votato 5 anni prima). Ne ricordo alcune: quanti voti sposta l’acquisto di Balotelli da parte del Milan? E le dimissioni di papa Benedetto? E il festival di Sanremo un paio di settimane prima delle elezioni? E le previsioni meteo (nevicate) nel giorno del voto?

Mi rendo conto di sembrare altezzoso e supponente rifiutando garbatamente di rispondere a queste domande e me ne dispiaccio, perché non è certamente nelle mie intenzioni. Ma non riesco a rassegnarmi a questo costume tutto italiano. Escludendo il remake del bellissimo film di Luigi Comencini “Incompreso”, non mi resta che il Prozac.

 

Inpiu.net

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