USA nell’era Trump: a che serve un diplomatico? – di Mariagrazia Enardu

Il Dipartimento di stato dell’era Trump è guidato da Rex Tillerson, ex petroliere con ferma intenzione di distruggerlo. Tra grossi tagli di bilancio, perenne ristrutturazione, posti lasciati vuoti e avvilimenti vari, c’e stato un esodo soprattutto del personale con più esperienza, mentre il reclutamento vede un crollo di domande. Non è più un lavoro che interessa, quindi non andranno i migliori.
Un diplomatico all’estero oggi pare servire a poco più che fare passaporti per gli li ha persi e tirare fuori gente da galera, se possibile. In fondo, le informazioni viaggiano per altre vie, non per dispacci. Ma c’é sempre un livello di fatti e valutazioni che un professionista del ramo ottiene, sul posto, e invia in modo riservato. Non tanto passando la sera con un cocktail in mano ma girando per ministeri e luoghi vari, annusando l’aria.

Il lavoro più importante però lo fa a casa, a Washington. Ogni ministero degli Esteri ha uffici dedicati a aree geografiche o settori, e a capo, in teoria, ci sta un diplomatico di lungo servizio e con esperienza all’estero. Che spiega al suo governo, in modo riservato e professionale, cosa accade e cosa può accadere. Come disse in tempi non sospetti Mattis, generale dei Marines e oggi capo del Pentagono, se non si spende in diplomazia poi bisogna spendere in munizioni.

Competenze ed esperienze che hanno anche i docenti universitari, infatti a volte ci sono commistioni, ma il docente studia, raramente propone. Oppure certi giornalisti di lungo corso, che però cercano notizie da pubblicare, non da tenere riservate. Anche certi militari sanno molto, ma operano in ottiche ben diverse, come anche certi amministratori delegati, Tillerson ne è uno splendido esempio. Conosce benissimo il petrolio, quindi il mondo, ma solo da quell’angolo. Crede che per rendere remunerativa (?) la politica estera occorre procedere come nel settore privato, tagli compresi. Ha però anche detto che Trump è un cretino. E quindi ci si può chiedere a che scopo Tillerson stia affossando il Dipt di stato. Anche perché i danni che fa ora dureranno molto più di una presidenza Trump di eventuali due mandati (orrore). Ci si chiede anche se ha un minimo di strategia in comune con l’unico adulto rimasto, cioè Mattis, dopo che gli altri due supposti tale, Kelly capo dello staff e McMaster consigliere, hanno avuto brutti capitomboli.
La sede del Dipt è in una zona di Washington chiamata Foggy Bottom e mai nome fu più malaugurante, nell’era Trump.

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