Renzi e i suoi nemici (che hanno sostituito Di Maio) da Floris

di Stefano Balassone

La nostra opinione è che la parabola discendente del favore per il “Renzi rinnovatore”, quello del 40% alle europee sia dovuta non ai problemi di carattere, al raggio troppo corto del cerchio dei collaboratori e, tanto meno, al fatto che Maria Elena Boschi abbia il padre incastrato nel fallimento Etruria. La discesa nel favore popolare è iniziata invece, e ci sembra chiarissimo, quando si è passati al Jobs Act e alla Buona Scuola, e cioè alle leggi sul lavoro dipendente e alla organizzazione della Pubblica Istruzione che incidevano sulla dimensione di massa del problema italiano (fino al 2012 la tripletta era completata dal sistema pensionistico, ma la riforma Fornero, checché se ne pensi per esodati, lavoratori precoci etc, aveva risolto radicalmente i termini contabili della questione). Quella linea interventista sui nodi storici “di massa” (più neutro dal punto di vista elettorale intervenire sui super ammortamenti, l’industria 4.0 o la riforma della Giustizia, che non sono meno importanti, ma non promettono/minacciano cambiamenti qui e ora per la vita delle persone.
Facendo quelle cose Renzi ha creato un grande dissenso, ma ha nel contempo consolidato il consenso sul quale può tuttora contare. Per cui tutto può fare tranne che marcia indietro su quei contenuti perché automaticamente perderebbe il consenso che ha senza riuscire ad appiccicargliene del nuovo.
Da qui lo schema narrativo dell’Uno contro Tutti –dove l’Uno tuttavia non è la persona, ma sono i contenuti che rappresenta, andato in onda anche ieri sera su La7. La fortuna di Renzi è stata di essere accerchiato da giornalisti non – amici i che ha attratto il 10,76% di tutta la platea televisiva, per un totale di 2.845.315 spettatori medi. Numeri in crescita, dal raddoppio in su, rispetto alla precedente puntata in tutte le fasce di età e in tutto il territorio, ma decisamente eccezionali fra i maschi dai 55 anni in su, passati dal’7% al 20%, per non dire dei laureati (da 6% a 18%). La nitidezza dello schema strutturale che andava in scena ha evidentemente favorito la permanenza dei singoli spettatori , che hanno trascurato il telecomando costruendo cifre d’ascolto che i talk show politici da anni se le sognavano.
Dal che sembrerebbe doversi dedurre che a essere circondato da “nemici” in studio a Renzi conviene, perché quella è la situazione che ne evidenzia la sostanza programmatica “contro chi resiste” che fissa il suo spazio nel consenso.
Se ne ricava che gli convenga evitare come la peste di stemperarsi in Vespa, che a tennis sarebbe un pallettaro, mentre dovrebbe ficcarsi sempre dove gli sparano contro palle tese. Così sarà automaticamente nella posizione narrativa dell’”Eroe”. Ma non si monti la testa perché non sarà, se non in piccola parte, merito di quel che dirà, ma della situazione da Pecos Bill in cui si troverà a dirlo.

 

Left Wing

4 Commenti a Renzi e i suoi nemici (che hanno sostituito Di Maio) da Floris

  1. Stefano De Crescenzo 8 novembre 2017 at 13:52 #

    Attenzione, da Pecos Bill in poi l’articolo si ripete. Scherzi dei social, capita.
    Poi Renzi ancora non capisco che testa ha chi lo segue in buona fede. Troppe balle evidenti fin dal principio secondo me.

  2. Fabrizio Rindi 8 novembre 2017 at 23:42 #

    Bellissima analisi che condivido pienamente. Sono a New York e non ho assistito al dibattito , ma quello che scrivi vale a prescindere ed una chiarissima esposizione del posizionamento che Renzi ha e deve mantenere sulla scena politica italiana . Purtroppo qualche volta le verità sono “ scomode” e farsene portatore non aumenta i consensi sopratutto se vanno a toccare interessi di larghi strati della società . Ma una voce fuori dal coro fa bene ad un sistema troppo orientato a facili consensi ed iniziative tese a risultati di breve termine e quasi mai prospettici.
    Mi auguro che sappia resistere affinando nel contempo la sua capacità di essere qualche volta ( anche se personalmente apprezzo molto il suo modo diretto di essere ) un po’ più “ politico “.

  3. Santalmassi 9 novembre 2017 at 09:46 #

    Fabrizio, bello averti lettore di aschienadritta. Quando torni a Roma fatti vivo.

    • Fabrizio Rindi 9 novembre 2017 at 14:56 #

      Certo ti chiamo .
      Abbraccio.
      Fabrizio

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