Il volo di Priti Patel seguito come una partita in diretta – di Maria Grazia Enardu

Priti Patel, signora inglese di origine indiana e ministro dello Sviluppo internazionale del governo di Theresa May, è stata richiamata in patria di corsa dall’Africa, dove era per lavoro, e costretta alle dimissioni. Era diventata di dominio pubblico la sua visita (vacanza dice lei, con soldi propri) in Israele, in agosto. Dove era riuscita a incontrare 12 politici di vario tipo, a partire da Netanyahu, a visitare il disputatissimo Golan e a promettere all’esercito israeliano aiuto finanziario per l’ospedale da campo dove curano feriti provenienti dalla Siria. Il che è opera di bene, ma sicuramente Israele ne deve trarre un vantaggio, fosse solo di informazioni. Tutto questo senza informare, come da codice di comportamento, il Foreign Office o l’ambasciata a Tel Aviv, che di norma affianca un diplomatico/testimone al visitatore. Era accompagnata da Lord Polak, Tory, ebreo, ex presidente dell’associazione Conservatori per Israele. Sempre fuori dalla regola, non ha incontrato alcun palestinese. Iniziativa personale, se va bene, e al di fuori di decisioni di governo. Patel è stata convocata da May lunedì, ha chiesto scusa ed è partita per l’Africa, ma subito dopo si è scoperto che non aveva detto tutto.

Il percorso del volo di Patel da Nairobi a Londra è stato seguito da decine di migliaia di persone, anche su app, minuto per minuto, con ogni tipo di commenti, spesso divertenti, man mano che sorvolava questo o quel paese. Un esperto di comunicazioni ha detto alla BBC che un fenomeno simile si vede solo per i viaggi del Papa. Con la differenza che Bergoglio non è seguito di chi prefigura la figuraccia post atterraggio. Nel lungo volo, 6 ore, Patel presumibilmente non poteva seguire le notizie e sapere che poco ci mancava finisse alla Torre di Londra. C’era quindi una doppia narrativa: le notizie, dove si accumulavano gli errori di Patel, e quella del percorso dell’aereo verso la fatale meta, la lettera di dimissioni. E’ probabile che in tutto questo abbia giocato il nome. E’ un nome indiano (Preeti/Priti = gioia), ma in inglese oltre che aggettivo è anche avverbio (pretty much, pretty bad) e questo ha scatenato le sinapsi, a terra.

Nessuno ha ancora commentato questo post.

Lascia un commento

I diritti d'autore appartengono alle rispettive firme. Santalmassiaschienadritta.it è uno spazio aperto a disposizione dei lettori.
La qualità del sito dipende anche dalla vostra collaborazione. Sappiate che inserendo dei commenti dovrete seguire le regole del sito e sarete gli unici responsabili di quel contenuto e delle sue sorti.